“La sicurezza del governo Meloni non protegge nessuno, ma seleziona chi reprimere, attaccando il diritto costituzionale di manifestare, pilastro di ogni democrazia. Siamo di fronte a un disegno coerente che ridefinisce la sicurezza come controllo e compressione dei diritti, colpendo in modo sistematico chi è più debole e chi esprime un dissenso”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione, a proposito del cosiddetto pacchetto sicurezza.

Arriva l’intimidazione preventiva

La dirigente sindacale evidenzia che “l’introduzione di strumenti come il fermo fino a 12 ore senza una motivazione sostanziale, l’estensione dei Daspo alle manifestazioni, l’ampliamento dei poteri discrezionali delle autorità di pubblica sicurezza rappresentano un salto di qualità pericoloso: si punisce il dissenso, prima ancora che un reato venga accertato. Si colpisce chi vive nelle periferie, chi è giovane, chi è povero, chi protesta, chi lavora in condizioni precarie, chi non ha voce. Non si tratta di sicurezza o di tutela dell’ordine pubblico – prosegue – ma di intimidazione preventiva: il governo vuole costruire un clima in cui partecipare, protestare, organizzarsi diventa un reato”.

La segretaria confederale della Cgil ribadisce che “la sicurezza vera si costruisce con lavoro stabile e dignitoso, con salari giusti, con servizi pubblici, con scuola, sanità, welfare, con politiche sociali e di inclusione. E con politiche che abbiamo al centro la prevenzione e il controllo del territorio, che risolvano l’ormai strutturale carenza di organici delle forze dell’ordine, velocizzino i processi e stabilizzino i precari dei tribunali”.

In piazza contro la deriva autoritaria

Per Ghiglione “questo disegno repressivo è ulteriormente aggravato dal referendum sulla giustizia promosso dalla maggioranza, che mira a indebolire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e apre la strada a un sistema giudiziario sempre più condizionabile dal potere politico”.

“Non accetteremo derive autoritarie – conclude – e continueremo a difendere la democrazia praticandola, a partire dalle giornate del 24 gennaio e 25 gennaio, quando saremo in piazza nella grande manifestazione di Massa e parteciperemo alla due giorni di assemblea promossa a Bologna dalla rete No Dl Sicurezza, ‘A Pieno Regime’ e da Stop Rearm insieme a decine di altre realtà e reti. E votando No al referendum costituzionale sulla giustizia”.