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“La protesta non è reato”. Lo grideranno forte in piazza il prossimo 24 gennaio – ritrovo alle ore 10 in Piazza IV novembre, di fronte alla stazione ferroviaria di Massa – le 37 persone che sono state raggiunte dall’avviso della Procura massese sui fatti dello scorso 3 ottobre e, insieme a loro, centinaia di attivisti che hanno a cuore la democrazia di questo Paese e la situazione, tutt’altro che risolta e pacificata, nella Striscia di Gaza. Lo grideranno forte per le centinaia di migliaia di persone che in tutta Italia, il 3 ottobre, tentarono di bloccare tutto per ‘costringere’ i governi a fare qualcosa per ciò che stava accadendo: il massacro in Palestina e l’arresto, in mare, degli equipaggi delle imbarcazioni della Flotilla. Lo grideranno forte per gli studenti picchiati a Pisa ormai due anni fa, per gli operai che da quando esiste il decreto sicurezza rischiano denunce o peggio a ogni picchetto e a ogni presidio. Lo grideranno forte per difendere il diritto di manifestare che questo governo di destra e “i tempi che corrono” tentano sempre più chiaramente di cancellare con l’intimidazione di pene più severe e la minaccia della repressioni.
24 gennaio, grande manifestazione: “La protesta non è reato”
La Cgil regionale annuncia una grande manifestazione nella mattina di sabato 24 gennaio. Al corteo potrebbe seguire uno sciopero generale in tutta la Toscana, nel caso in cui dagli atti di indagine si procedesse al rinvio a giudizio delle 37 persone. La decisione, presa nel corso dell’esecutivo regionale del 14 gennaio, vuole esprimere profonda solidarietà a sindacalisti, esponenti della società civile e giovani raggiunti nei giorni scorsi dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari della Procura massese relativo ai fatti avvenuti il 3 ottobre scorso presso la stazione ferroviaria di Massa Centro, nel corso di una manifestazione in occasione dello sciopero generale contro il genocidio in Palestina.
Nelle 37 persone figurano anche il segretario organizzativo della Cgil Toscana Paolo Gozzani, il segretario generale della Cgil Massa Carrara Nicola Del Vecchio, i segretari generali della Fp e della Fiom di Massa Carrara Alessio Menconi e Umberto Faita e il presidente provinciale dell’Anpi, Giancarlo Albori.
Cgil Toscana: “Il dissenso sociale e politico non può diventare un problema di ordine pubblico”
“La Cgil Toscana – scrive il sindacato in una nota – sarà al fianco di tutte le persone coinvolte, a tutela delle libertà costituzionali e del diritto di manifestare pacificamente, pilastro irrinunciabile della democrazia. È inaccettabile che il dissenso sociale e politico venga trattato come un problema di ordine pubblico e che la protesta venga trasformata in reato. Così si comprimono spazi democratici fondamentali e si colpiscono persone che chiedono pace, diritti e giustizia, manifestando anche il proprio dissenso rispetto all’inerzia e alle responsabilità del Governo italiano di fronte a quanto sta accadendo in Palestina”.
“Quanto sta accadendo – aggiunge la Cgil Toscana – non può essere letto come un fatto isolato. In molte parti del mondo assistiamo a una crescente repressione del dissenso, alla criminalizzazione delle proteste e all’uso degli strumenti di sicurezza per limitare diritti e libertà fondamentali. È un clima internazionale segnato dalla violazione sistematica del diritto internazionale e dei diritti umani (lo vediamo in Palestina, in Venezuela, in Iran e in vari altri teatri), che rischia di riflettersi anche nei contesti democratici, se non viene contrastato con determinazione. In Italia poi si usano due pesi e due misure verso chi manifesta: non si fa assolutamente se c’è il supporto di qualche esponente del centrodestra o si fanno saluti romani violando apertamente la Legge Scelba”.
Del Vecchio, Cgil Massa Carrara: “Quella introdotta dalle norme del governo Meloni è una china pericolosa”
“La Cgil Toscana – ha detto Nicola Del Vecchio, segretario generale Cgil Massa Carrara – ha deciso di mandare un messaggio forte e chiaro, non accettando che chi manifesta pacificamente, senza causare né danneggiamenti né problemi di ordine pubblico – come appunto abbiamo fatto noi a Massa Carrara il 3 ottobre – venga punito. È davvero pericolosa la china che questo Paese sta prendendo, a causa delle nuove norme introdotte dal governo Meloni. Non si possono comprimere gli spazi di democrazia, criminalizzare chi manifesta contro il genocidio di Gaza e contro il complice silenzio e immobilismo del governo italiano. Manifestare è un diritto sancito dalla nostra Costituzione. La manifestazione del 24 non sarà solo una manifestazione in sostegno delle persone indagate, ma soprattutto una battaglia a difesa di questo diritto, per tutte e tutti”.
“Quando si colpisce il diritto di manifestare di alcuni, si mette in discussione la libertà di tutti”
“Questa non è una battaglia che riguarda solo le persone oggi coinvolte nei procedimenti giudiziari. È una battaglia che riguarda ognuno e ognuna di noi. Perché quando si colpisce il diritto di manifestare di alcuni, si mette in discussione la libertà di tutte e tutti. Difendere chi oggi è sotto accusa significa difendere il diritto collettivo a esprimere il proprio pensiero, a dissentire, a partecipare alla vita democratica del Paese. Per questo – conclude il sindacato – facciamo appello a tutte le forze politiche, alla società civile, alla cittadinanza a partecipare alla manifestazione del 24 gennaio”.
Proprio nelle stesse ore a Bologna, in via Casarini 17/5, partirà la due giorni – 24 e 25 gennaio – dell’assemblea nazionale “O re o libertà”, promossa dalla Convergenza Sociale “Contro i re e le loro guerre”, il cui nome trae ispirazione dal movimento “No Kings” nato negli Usa contro le politiche liberticide di Trump. Un percorso di cui fanno parte, tra gli altri, la Rete No Dl Sicurezza “A Pieno Regime”, in cui si sono mobilitate oltre 200 realtà, e la campagna europea “Stop Rearm Europe”, che conta l’adesione di oltre 500 sigle. Alla due giorni interverranno anche esponenti della Cgil.

























