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Il Silp Cgil giudica “assolutamente inadeguato” il rinnovo del contratto della Polizia di Stato per il triennio 2025-2027 e spiega di aver sottoscritto l'accordo per non perdere la rappresentanza sindacale ai tavoli di confronto.
A sostenerlo è il segretario generale del sindacato, Pietro Colapietro, secondo cui l'attuale sistema di relazioni sindacali non lascia alternative alle organizzazioni rappresentative. “Se oggi ci vediamo costretti a sottoscrivere questo accordo, è unicamente perché l'attuale sistema di relazioni sindacali, vessatorio e liberticida, non ci lascia altra scelta: il rifiuto della firma comporterebbe l'automatica esclusione del Silp Cgil dalla contrattazione di secondo livello e il venire meno di ogni minima prerogativa per difendere i colleghi sui tavoli di confronto e su tutto il territorio nazionale”, spiega Colapietro.
Il sindacato denuncia inoltre la mancanza delle “piene libertà sindacali” previste dalla legge 121 del 1981, richiamando in particolare il divieto del diritto di sciopero, che impedirebbe ai poliziotti di ricorrere allo strumento principale di pressione nelle vertenze contrattuali.
Nel merito dell'intesa, il Silp Cgil contesta l'entità delle risorse stanziate dal governo, ritenute insufficienti a compensare l'aumento del costo della vita. Secondo Colapietro, considerando una stima prudenziale dell'inflazione al 6,3% nel triennio 2025-2027, ogni appartenente alla Polizia di Stato perderebbe circa mille euro di potere d'acquisto. “L'aumento netto reale, che a fatica raggiunge il 4,6%, è un'elemosina che non compensa nemmeno l'erosione inflattiva”, sostiene.
Il sindacato quantifica gli incrementi retributivi previsti dal rinnovo in circa 68 euro netti mensili per un agente, 83 euro per un sovrintendente, 89 euro per un ispettore e 99 euro per un commissario.
Tra le principali criticità indicate figura anche il trattamento economico del lavoro straordinario. “La presidente del Consiglio ne aveva promesso la revisione, ma l'aumento medio di un'ora di straordinario feriale è inferiore a 90 centesimi lordi”, afferma Colapietro, criticando inoltre il mantenimento della norma che consente il pagamento degli straordinari fino a due anni dopo la prestazione lavorativa.
Il segretario generale del Silp Cgil esprime infine scetticismo sugli impegni annunciati dal governo in materia di previdenza dedicata e riconoscimento della specificità del comparto sicurezza, definiti “manovre dilatorie, prive di fondi e di sostanza”.
“Questo contratto non tutela, non valorizza e non rispetta le donne e gli uomini della Polizia di Stato", conclude Colapietro.






















