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L’anno scorso abbiamo raggiunto un record storico per l’azzardo: ci siamo giocati 165,34 miliardi di euro, il 5 per cento in più rispetto al 2024, in media 3.284 euro a testa spesi da ogni Italiano maggiorenne. Numeri enormi, difficili da comprendere se non facendo confronti: la cifra corrisponde al 7,3 per cento del Pil italiano, a molto più dei 138,6 miliardi del fondo sanitario nazionale, al doppio della spesa pubblica per l'istruzione.
Le perdite di chi gioca? 21,88 miliardi di euro, ovvero un'intera manovra finanziaria, pari al 2 per cento dei redditi di tutti gli italiani, una quota che cresce al 4 per cento per le fasce economicamente più deboli. Siamo il primo Paese in Europa per spesa complessiva e per perdite.
Questa è la fotografia del fenomeno che emerge dal quarto Libro nero sull'azzardo, il rapporto annuale di Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon, in collaborazione con Federconsumatori Modena, dal titolo "Lo Stato perdente", presentato oggi (27 maggio) a Roma nella sede della Cgil nazionale.
Chi perde sempre
Lo Stato è perdente perché nonostante le entrate rilevanti, ossia 11,4 miliardi nel 2025, in calo per effetto dell’inarrestabile crescita del canale online, il bilancio sociale è negativo: ci sono i costi sanitari generali per la cura delle persone con disturbi da gioco d'azzardo, il sostegno economico pubblico alle famiglie impoverite, e poi i costi legati allo stretto rapporto tra azzardo legale e illegalità, con il riciclaggio di capitali malavitosi e dell'economia irregolare fatti attraverso le maglie larghissime delle regole italiane.
“Difficile calcolarne il peso, ma mentre lo si fa non va dimenticata l'attività dello Stato a contrasto, con i costi conseguenti, certamente non tenui – scrivono I curatori del report -. Dovremmo poi misurare il peso del sovraindebitamento delle persone, creato anche dall'azzardo, il peso dell'usura, quello della perdita di un lavoro e della chiusura di un'impresa. Un peso che colpisce in misura superiore alla media i migranti; un tema che diventa urgente affrontare. In un contesto dove le famiglie sono sempre più povere, dove i salari reali sono arretrati in pochi anni dell'8,9 per cento, la crescita dell'azzardo in Italia è un elemento inquietante, che consente la definizione di tassa sulla povertà”.
Chi vince sempre
Mentre i cittadini si impoveriscono e lo Stato sembra arricchirsi ma in realtà perde, chi vince sempre sono le imprese che governano questo settore: in cinque anni i maggiori player hanno visto una crescita degli utili del 165 per cento in termini reali, mentre il loro fatturato ha raggiunto nel 2025 i 10,4 miliardi euro. Guadagni incredibili.
Gioco fisico vs gioco on line
Se nell'azzardo fisico si registra una lieve riduzione di volumi (meno 1,3 per cento sul 2024, meno 13,4 per cento rispetto al 2018), non si attenua la crescita vertiginosa dell’online: 100,88 miliardi di raccolta, più 9,5 per cento sul 2024, più 221 per cento sul 2018. I giocatori online attivi sono stimati in 4,8 milioni, con un aumento allarmante tra giovani e giovanissimi.
“Quindi siamo di fronte al progressivo spegnimento del canale fisico in favore di quello online? Assolutamente no – spiegano i curatori del Libro nero -. I grandi investimenti delle aziende del settore hanno contribuito a questo spostamento, ma l'azzardo fisico resta vivacissimo, tutt'altro che in crisi. È il settore dove le perdite sono maggiori, più pervasivo, con una base sociale amplissima, anche di operatori. Anche se è notorio che il motore dell'online è al Sud, Campania e Sicilia su tutte, la novità di quest'anno è la maggior crescita, sull'anno precedente, di alcune regioni del Nord, Lombardia ed Emilia-Romagna in particolare”.
Comuni e territori
L'analisi territoriale realizzata dal Libro nero rivela disparità profonde e anomalie. Nel 2025 Isernia guida la classifica dei capoluoghi con 6.307 euro pro capite, in testa alla graduatoria dei comuni quest'anno c’è Patti (Messina), con 7.715 euro a testa nel solo canale online.
Tra i 100 comuni con la più alta intensità di gioco online figurano molte realtà dove negli ultimi decenni i consigli comunali sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose.
“La correlazione tra volumi di azzardo online e presenza della criminalità organizzata è diretta e documentata - si legge nel report -, e impone risposte urgenti sul fronte della trasparenza dei flussi finanziari”.
Le proposte
Secondo Cgil, Federconsumatori e Isscon il fenomeno in inarrestabile crescita richiede provvedimenti immediati. Il ripristino del divieto di pubblicità senza deroghe, la piena trasparenza dei dati, inclusi quelli comunali sull'azzardo fisico, ancora negate, un bilancio sociale dell'azzardo, che misuri i costi reali a carico dello Stato, una tassazione sugli extraprofitti delle aziende del settore, da destinare innanzitutto alla sanità pubblica e al contrasto di questa forma di dipendenza, lo sgonfiamento attraverso politiche mirate degli enormi volumi dell'azzardo, con l'obiettivo di perdere questo triste primato europeo.






















