Greenpeace Italia ha pubblicato il rapporto “Lavoratori a rischio per le ondate di calore”, redatto con le previsioni del progetto Worklimate e il contributo della Cgil nazionale, che denuncia l’impatto delle ondate di calore sui lavoratori italiani nell’arco degli ultimi cinque anni. La frequenza delle giornate caratterizzate da un rischio caldo alto è aumentata del 60% tra il 2021 e il 2025, arrivando al 38% di tutte le giornate estive analizzate. Negli ultimi cinque anni, inoltre, durante l’estate una media di 670 mila lavoratori al giorno (con picchi di 1,5 milioni) si è trovato potenzialmente esposto a rischio caldo alto: si tratta del 9% degli occupati (ossia quasi un lavoratore su dieci) nei soli territori provinciali e metropolitani dei capoluoghi di Regione oggetto dell'analisi.

A Milano la frequenza delle giornate caratterizzate da un rischio caldo alto ha avuto un incremento: se nel biennio 2021-2022 se ne contavano in media 43 durante l’estate, nel 2024-2025 sono salite a 51, con un incremento del 18% nell’arco di cinque anni.

Il territorio metropolitano di Milano, negli ultimi cinque anni, ha visto in media 165 mila lavoratori al giorno potenzialmente esposti al rischio caldo. Parliamo in media del 6,8% degli occupati. I settori più colpiti sono trasporto merci su strada e magazzinaggio (65 mila), costruzioni (60 mila) e servizi per edifici e manutenzione del verde (36 mila).

“Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, negli ultimi quattro anni in Europa sono morte 200 mila persone a causa del caldo estremo. Questa strage annunciata ha dei colpevoli: le industrie petrolifere e le politiche energetiche basate sui combustibili fossili dei governi complici, come avviene anche in Italia con le aziende del gas e del petrolio e il governo Meloni. È arrivato il momento di far rispettare il principio “chi inquina paga” e di riconoscere le responsabilità delle industrie fossili”, dichiara Simona Abbate, campaigner Clima ed Energia di Greenpeace Italia.

“Non possiamo più rincorrere il caldo con provvedimenti che scadono puntualmente a settembre per essere riscritti l’anno successivo, come accade in Regione Lombardia”. A dirlo Vincenzo Greco della segreteria Cgil Milano. “È sempre più necessaria una disciplina nazionale permanente, che comprenda tutte le categorie di lavoratrici e lavoratori esposti a prolungata irradiazione solare e alte temperature”.

“Servono – prosegue – tutele immediate per lavoratrici e lavoratori, a partire dalla prevenzione e dai controlli, fino al sostegno al reddito: è urgente una cassa integrazione obbligatoria nei casi in cui le temperature non siano compatibili con la salute e interventi per rendere adeguati gli ambienti di lavoro, anche quelli al chiuso. È necessario garantire ammortizzatori sociali anche ai rider e ai lavoratori oggi definiti autonomi, ma privi di reali tutele”.

Secondo Greco è fondamentale “avere politiche industriali e orientare gli investimenti pubblici e privati verso tutte le forme di economia circolare, per ridurre lo spreco di risorse e incentivare le energie rinnovabili. L’obiettivo deve essere cambiare le modalità di produrre e lavorare, gli stili di vita e il paradigma energetico”.

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