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Il decreto sicurezza del governo Meloni ha ottenuto il via libera della Ragioneria generale dello Stato, dopo la verifica delle coperture finanziarie. È quindi arrivata la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il provvedimento introduce alcune modifiche significative rispetto al testo originario, quello approvato lo scorso 5 febbraio dal Consiglio dei ministri. Il controllo della Ragioneria ha inciso in modo concreto sulla stesura. Ecco i principali cambiamenti.
Scudo fiscale: misura più circoscritta
Nella prima versione lo scudo fiscale appariva come una misura ampia, cioè con una platea estesa e sanzioni ridotte per favorire l’emersione di irregolarità tributarie. Nel nuovo testo, invece, la misura risulta più circoscritta: sono stati esclusi alcuni casi controversi e sono stati definiti limiti temporali e “oggettivi” più stringenti.
Rimodulato dopo la verifica delle coperture
Una rimodulazione che arriva anche come risultato della verifica delle coperture, con l’obiettivo di contenere l’impatto sui conti pubblici ed evitare squilibri. Insomma, oltre alla sostanza discutibile della misura non c’erano i soldi. Lo strumento diventa quindi meno esteso rispetto agli annunci, ma secondo la narrazione del governo mantiene la finalità di chiudere partite pregresse e recuperare gettito.
Fermo preventivo: arriva l’“attuale pericolo”
Uno dei punti più controversi riguarda i fermi preventivi durante le manifestazioni pubbliche. Nelle prime bozze, anche qui la misura appariva più ampia e meno definita nei presupposti applicativi. Nel testo definitivo è stato inserito un passaggio chiave: il fermo potrà scattare solo “in presenza di un attuale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica”.
Trattenimento non oltre le 12 ore
Lo spiega l’articolo 7 del decreto: nel corso di specifiche operazioni di polizia legate a manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, ufficiali e agenti possono accompagnare nei propri uffici persone per cui sussista un fondato motivo di ritenere che “pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento dell’evento”. Il trattenimento è consentito per il tempo strettamente necessario agli accertamenti, non oltre le dodici ore.
Coltelli e responsabilità dei genitori
Come noto, la norma vieta la vendita di coltelli e oggetti da taglio ai minori, anche online e sulle piattaforme elettroniche: per tutti è previsto il divieto assoluto di porto di strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza superiore a cinque centimetri, a scatto o a farfalla, di facile occultamento e frequente utilizzo. Così dice il decreto.
Nell’ultimo testo, la violazione comporta la reclusione da uno a tre anni. Se il fatto è commesso da un minorenne, scatta una sanzione amministrativa da duecento a mille euro a carico dei genitori.
Registro separato per la “causa di giustificazione”
Arriva inoltre l’istituzione di un registro separato per alcuni reati: quelli in cui appare evidente una “causa di giustificazione”, come la legittima difesa, l’adempimento di un dovere, l’uso legittimo delle armi o lo stato di necessità. In questi casi, la persona non viene iscritta automaticamente nel registro degli indagati, ma in un modello distinto che garantisce comunque le tutele difensive. Sarà poi il pubblico ministero a valutare se procedere con l’iscrizione nel registro ordinario.






















