Il decreto bollette approvato dal governo dopo tanti annunci delude molte aspettative e appare una scelta che ha un impatto limitato sui gravi problemi che assillano tante famiglie alle prese con i costi proibitivi dell’energia. Lo sostiene il Sunia, Il sindacato degli inquilini e degli assegnatari di edilizia pubblica.

“La misura riguarda solo famiglie con Isee inferiore a 9.796 euro, con un incremento di 115 euro – afferma il segretario generale Stefano Chiappelli -, mentre per le famiglie con Isee inferiore a 25 mila euro viene esclusivamente prevista, a carico dei fornitori, la facoltà di concedere volontariamente un contributo straordinario pari al prezzo della componente energetica delle bollette. Queste scelte sono l’ennesimo palliativo una tantum che non affronta i temi reali e strutturali del caro energia, a partire dalla necessità di privilegiare e non mortificare, ma incentivare il ricorso alle fonti rinnovabili”.

Per il Sunia è condivisibile l’obiettivo di incentivare il ricorso a contratti pluriennali da fonti rinnovabili di lunga durata, ma nel complesso si avverte chiaramente la sostanziale assenza di misure per assicurare riduzioni sensibili e soprattutto stabili dei costi energetici.

“D’altra parte va considerato che anche con questo decreto il governo ha rinunciato alla possibilità di un intervento sugli extra profitti che potrebbe assicurare urgenti risorse – riprende Chiappellli -. C’è da augurarsi che nell’esame parlamentare che sarà avviato dopo la pubblicazione del testo in gazzetta ufficiale, siano valutate sostanziali modifiche. Apriremo in tutte le nostre sedi un attento confronto con i cittadini che quotidianamente ci sottopongono sollecitazioni sulla crescente insostenibilità dei costi energetici, ormai parte integrante dei più complessivi costi dell’abitare”.