La Cgil di Bologna e la Cgil dell’Emilia Romagna esprimono il loro cordoglio e la piena vicinanza ai familiari e ai colleghi di Alessandro Ambrosio, il giovane capotreno “barbaramente ucciso” nelle immediate adiacenze della Stazione di Bologna. Una morte che colpisce al cuore il mondo del lavoro e ripropone con forza il tema della sicurezza di chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico essenziale.

In attesa che venga fatta piena luce sull’accaduto e che il responsabile sia “rapidamente assicurato alla giustizia”, il sindacato rivendica le numerose segnalazioni avanzate nel tempo sulle stazioni ferroviarie, considerate da tempo aree critiche dal punto di vista dell’incolumità di lavoratori e passeggeri. Un allarme rimasto troppo spesso inascoltato.

“Anziché pensare a manomettere la Costituzione e a finanziare con paccate di miliardi opere di dubbia fattibilità come il ponte sullo Stretto”, affermano Cgil Bologna e Cgil Emilia Romagna, “il governo e il ministro Salvini mettano subito risorse e mezzi per rendere più sicure le aree delle stazioni”. Una richiesta netta, che chiama in causa le priorità politiche dell’esecutivo.

La Cgil conferma inoltre la propria disponibilità a fornire ogni supporto necessario ai familiari e ai colleghi della vittima, ribadendo il ruolo del sindacato come presidio di solidarietà e tutela nei momenti più drammatici.

Infine, la Cgil di Bologna e dell’Emilia Romagna annunciano il sostegno allo sciopero del trasporto ferroviario regionale proclamato dalle organizzazioni sindacali di categoria per la giornata di domani, 7 gennaio 2025. Una mobilitazione che vuole trasformare il dolore in una richiesta collettiva di sicurezza, dignità e rispetto per chi lavora. Fonte: Cgil Bologna e Cgil Emilia Romagna.