Il settore dell'aerospazio nel Mezzogiorno è il più rilevante a livello industriale, occupazionale ed economico dopo quello dell'auto. Gli addetti nel segmento delle aerostrutture sono circa 8 mila e 15 mila nell’indotto, a questi vanno aggiunti almeno altri 5 mila lavoratori di altre divisioni. Pur essendo uno dei settori a più alta redditività economica, è anche quello che sta maggiormente risentendo della crisi legata al Covid-19.

"Occorre tenere tutto il settore insieme", spiega la Fiom Cgil, che oggi (martedì 6 ottobre) ha organizzato a Napoli il seminario “Emergenza aerospazio: prospettive e ricadute per il Mezzogiorno”, presso l'Hotel Ramada. "Servono strumenti sinergici di salvaguardia, di sviluppo e investimenti che consentano, dopo questa crisi, di ripartire dal lavoro e dalle persone, mantenendo i livelli occupazionali e industriali, e garantendo le prospettive per tutto il Sud", hanno spiegato la segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David e il segretario generale della Fiom napoletana Rosario Rappa.

 


"La nostra iniziativa vuol far emergere le criticità presenti, al contempo aprire un confronto con il governo per dare prospettive al settore dell'aerospazio civile nel Mezzogiorno, dove sono presenti i più grandi e più tecnologicamente avanzati stabilimenti di costruzione di aerei, di cui la maggior parte a controllo diretto pubblico", proseguono i due dirigenti sindacali: "Non è pensabile che in un settore strategico, come quello dell'aerospazio, le scelte siano lasciate in mano ai privati e alle multinazionali senza un confronto con le parti sociali, alla presenza del governo. Occorre garantire la presenza dello Stato, quale soggetto che vincoli queste scelte nell'interesse del Paese per la ripartenza e la ripresa del settore".

Francesca Re David e Rosario Rappa evidenziano che "senza interventi mirati, a pagarne maggiormente le conseguenze sarà il Sud. Indebolire il settore dell’aerospazio nel Mezzogiorno significa indebolire il sistema industriale dell’intero Paese". Per i due dirigenti sindacali è necessaria "una strategia complessiva che, a partire da Leonardo, tenga insieme i settori della difesa e del civile. Serve un impegno straordinario, attraverso un confronto preventivo con il sindacato, per un forte rilancio occupazionale e produttivo degli stabilimenti”.