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Marche

Moda: interventi giusti, mancano risorse

Cgil Marche, in aumento gli iscritti (+0,7 per cento)
Foto: fotografia di Cgil Marche
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Cgil-Cisl-Uil regionali: "Valutiamo positivamente le misure di sostegno al reddito destinate specificatamente a questo settore, 17 settimane di cassa Covid nel dl 73 e ulteriori 9 settimane nel dl 146 – decreto fiscale -  con conseguente proroga del blocco dei licenziamenti. Ma le risorse dove sono? I lavoratori hanno bisogno di certezze"

Il sistema moda marchigiano conta circa 2.500 imprese, artigiane e industriali, con 32mila lavoratori e lavoratrici dipendenti. Oltre la metà del settore è rappresentata dal calzaturiero che, da solo, vale il 15% di tutto il manifatturiero regionale. tessile, abbigliamento, calzature: settori fondamentali per l’economia regionale e che più di altri hanno subito gli effetti della crisi pandemica.

"Per questo, abbiamo valutato positivamente le misure di sostegno al reddito destinate specificatamente a questo settore (17 settimane di cassa Covid nel dl 73 e ulteriori 9 settimane nel dl 146 – decreto fiscale -  con conseguente proroga del blocco dei Licenziamenti). I dati Inps confermano 14,5 milioni di ore di cig autorizzate nel sistema moda regionale nei primi 9 mesi del 2021, addirittura superiori a quelle autorizzate in tutto il 2020 (12,9 milioni) ed equivalenti al mancato lavoro di oltre 10 mila lavoratori a tempo pieno. Gli strumenti sulla carta quindi ci sono e sono importanti… ma le risorse?", chiedono Cgil, Cisl e Uil Marche.

"Il pagamento della cassa integrazione del primo decreto era rimasto fermo per esaurimento dei fondi disponibili, sin quando a fine ottobre si è reso disponibile il rifinanziamento operato dal decreto fiscale. Ma anche questo rifinanziamento si è esaurito, e attualmente le domande, 2000 in tutto il territorio nazionale, sono nuovamente bloccate. Non dubitiamo che le risorse necessarie saranno stanziate e disponibili per la copertura di tutte le richieste presentate, ma i lavoratori hanno bisogno di certezze", aggiungono i confederali.

"Chiediamo quindi urgentemente all’Inps regionale di comunicare la quantità delle domande ad oggi sospese - quante aziende e quanti lavoratori e lavoratrici sono coinvolti da questo ritardo - e alla Regione di intervenire verso il ministero per sbloccare al più presto le risorse necessarie. Tempi certi per l’indennità di cassa integrazione di tanti lavoratori e tante lavoratrici e investimenti per rilanciare un settore così importante per lo sviluppo economico e sociale del territorio", concludono i sindacati.