Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

Il delitto

10 giugno 1924. Dieci cose da sapere su Giacomo Matteotti, la minaccia fascista e il suo omicidio

Ilaria Romeo
  • a
  • a
  • a

Sarà l'assassinio politico di cui Benito Mussolini rivendicherà la responsabilità

 

1. Giacomo Matteotti si iscrive al Partito socialista italiano (Psi) intorno al 1900. I primi segni della sua presenza si hanno dal 1904, quando ne La Lotta, il periodico socialista di Rovigo, viene indicato come l’elemento di riferimento del Psi per la zona di Fratta. Dopo i fatti del dicembre 1920 a Ferrara viene nominato anche segretario della Camera del lavoro.

2. Già nel marzo 1922 - Società editrice Avanti! - Matteotti aveva pubblicato la famosa Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia, in cui si denunciavano le violenze perpetrate dallo squadrismo fascista ai danni di militanti e istituzioni socialiste nel periodo compreso tra i primi mesi del 1919 e il giugno del 1921.

3. Nel 1924 viene dato alle stampe il suo volume Un anno di dominazione fascista. Nello stesso anno, nonostante il ritiro del passaporto, si reca ugualmente a Londra.  Qui incontra numerosi dirigenti del Partito laburista, delle Trade Unions e dell’Independent Labour Party e il 24 aprile, nel corso di una riunione del Tuc Congress allargata all’esecutivo del partito laburista, riferisce sulla situazione italiana e sulla minaccia del totalitarismo fascista. Rientrato in Italia, il 30 maggio interviene alla Camera.

4. Uscendo dall’aula, al deputato Cosattini che lo accompagna, dice: “Ora preparatevi a fare la mia commemorazione”.

5. Mussolini definirà l’intervento “mostruosamente provocatorio che avrebbe meritato qualcosa di più tangibile dell’epiteto di “masnada” lanciato dall’onorevole Giunta” (“Quando sarò liberato da questo rompic… di Matteotti?”, qualcuno gli sente pronunciare).

6. Sul movente del delitto la ricerca storica si sta confrontando da decenni. Una delle ipotesi più recenti spiega il crimine anche con la necessità del duce di tappare la bocca a Tempesta perché convinto che il giorno 11 giugno, il deputato socialista avrebbe rivelato gravi casi di corruzione di cui si sarebbero resi responsabili Mussolini stesso e alcuni gerarchi del partito.

7. Per protesta contro il rapimento del deputato socialista, tutta l’opposizione parlamentare si ritira sul cosiddetto Aventino. Le motivazioni dell’abbandono saranno spiegate da Giovanni Amendola sul Mondo: “Quanto alle opposizioni, è chiaro che in siffatte condizioni, esse non hanno nulla da fare in un Parlamento che manca della sua fondamentale ragione di vita. (…) Quando il Parlamento ha fuori di sé la milizia e l’illegalismo, esso è soltanto una burla”.

8. Nonostante le ricerche ininterrotte, il corpo di Matteotti viene ritrovato per caso solo il 16 agosto nei pressi del comune di Riano. Il 20 agosto parte da Monterotondo il treno che riporta a Fratta Polesine la bara con la salma. Migliaia di lavoratori, operai e contadini assiepati ai bordi della ferrovia rendono omaggio in silenzio alla salma (il  giorno prima dei funerali la vedova aveva scritto al ministro dell’Interno Federzoni chiedendo che al funerale non fossero presenti esponenti del Partito nazionale fascista e della Milizia).

9. Nel 1924, dopo il rapimento e il barbaro assassinio di Giacomo Matteotti da parte dei fascisti, Sandro Pertini decide di iscriversi al Partito Socialista Unitario.

10. Al delitto Matteotti seguono mesi di braccio di ferro, in cui il governo fascista sembra sul punto di capitolare, ma il 3 gennaio 1925, con un famoso discorso alla Camera, Mussolini assume in prima persona la responsabilità politica del fatto affermando: “Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!”.