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Everli condannata: condotta antisindacale

Patrizia Pallara
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La piattaforma per la spesa on line aveva sottoscritto un accordo con un'organizzazione di comodo e aveva invitato i lavoratori a iscriversi. Una vittoria per Filcams e Nidil Cgil, Uiltucs e Uiltemp Uil che hanno presentato ricorso al tribunale di Milano

Il datore si accorda con un sindacato di comodo, senza garantire ai lavoratori né diritti e né tutele, le organizzazioni sindacali fanno ricorso e vincono. Succede a Milano. Il datore è Supermercato24, meglio conosciuta come Everli, azienda leader nel settore della spesa on line, i lavoratori sono i 3mila shopper che con la lista del cliente alla mano vanno al supermercato, fanno la spesa e la consegnano a casa, i sindacati che si sono ribellati e hanno chiesto e ottenuto il riconoscimento della condotta antisindacale sono Filcams e Nidil Cgil, Uiltucs e Uiltemp Uil.

La vicenda ha inizio quando l’amministratore di Everli aveva più volte invitato i lavoratori attraverso video inseriti nella piattaforma digitale della App, a iscriversi a un sindacato nato dalla sera alla mattina con il fine di sottoscrivere un accordo sindacale che Filcams, Uiltucs, Nidil e Uiltemp avevano rispedito al mittente perché era a uso e consumo del datore di lavoro. Quindi, il ricorso contro questo comportamento, lesivo dei diritti dei lavoratori in base all'articolo 28 dello Statuto e l’accoglimento della domanda da parte del tribunale meneghino con la condanna dell’azienda alla rimozione degli effetti antisindacali, e alla pubblicazione nella piattaforma aziendale del provvedimento.

"Il paradosso è che con l’ausilio delle moderne tecnologie e delle App si vuole far tornare il mondo del lavoro allo sfruttamento dei primi del Novecento – affermano i sindacati in una nota congiunta -. Noi non vogliamo che ciò possa avvenire e continueremo la battaglia per il riconoscimento dei diritti di quanti per vivere devono lavorare attraverso un’applicazione informatica, che altro non è che un nuovo ed evoluto strumento di esercizio del potere datoriale".

Un’altra importante novità della sentenza di Milano è rappresentata dall’applicabilità dell'articolo 28 dello Statuto a lavoratori diversi da quelli ricompresi nel rapporto subordinato classicamente inteso, un passo ulteriore verso la cancellazione di ingiustizie e sfruttamento in questo settore.