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Sicurezza

I reati al tempo del Covid

Foto: asthenop (www.everypixel.com)
Daniele Tissone
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Droghe, truffe, rapine. Ecco come la pandemia ha modificato l'andamento del crimine. Un'analisi delle azioni fuorilegge che dilagano e di quelle che si sono (per ora) attenuate. In grande crescita l'usura e le estorsioni, che sappiamo essere un campanello d'allarme nei reati di mafia

Gli esperti della sicurezza, nonché alcuni report dell’organismo permanente di monitoraggio e analisi dei rischi di infiltrazione economica da parte della criminalità organizzata, concordano sul fatto che, nel corso della pandemia, i reati a livello mondiale abbiano subito una diminuzione pari a circa un 30-35%. Diminuzione che non ha riguardato le truffe che appaiono in crescita un po’ in tutti i Paesi, specie quelle on-line, con un vistoso incremento in Canada, Gran Bretagna e Russia.

Obiettivo mascherine
Sempre in base a tali report le mascherine risultano essere il prodotto sanitario maggiormente oggetto di truffe seguito da farmaci e vaccini. A proposito di mascherine ricordiamo Il milione di mascherine sequestrate ad Istanbul in Turchia il 24 aprile 2020 seguito dalle frodi sui farmaci che hanno interessato Camerun, Ciad e Nigeria oltre a numerosi altri casi di vaccini contraffatti.

Usura in aumento
Aumentano, nel 2020, anche i reati usurai e le estorsioni che sappiamo essere un campanello d'allarme nei reati di mafia, solitamente derivanti da necessità di liquidità da parte di frange sempre più alte della popolazione oltre che dalle imprese. Sempre nel periodo covid e post covid si segnalano incrementi rispetto alle denunce per violenza domestica, fenomeno di recente accentuatosi negli Stati Uniti d'America. Situazione per la quale, in Francia, è stato recentemente varato un piano di assistenza per le vittime di abusi domestici.

Traffico e spaccio di droghe
Sul versante del traffico di sostanze stupefacenti, a seguito di una riduzione della mobilità e dell’aumento dei controlli sulla viabilità stradale, si registra una evoluzione in relazione alle modalità di conferimento delle partite di droga con uno spostamento di tali traffici dal pneumatico a imbarcazioni e natanti come dimostrano i recenti sequestri avvenuti in Spagna e in Canada nonché in Italia, vedasi quello avvenuto il 28 aprile 2020 a Monopoli.

In Perù il prezzo della foglia di Coca è addirittura sceso di un -46% causa la scarsa domanda. I paesi importatori hanno di fatto assistito ad una minore disponibilità di stupefacente sul mercato a seguito delle accennate restrizione nella mobilità con un accrescimento del prezzo al dettaglio dello stupefacente che, in Argentina, è passato da 2500 $ al Chilo al confine rispetto ai 4900 dollari nella città di Buenos Aires. Il prezzo della cocaina è aumentato del 70% , quello della marijuana del 100%.Sul versante dei reati economico-finanziari, a causa delle persistenti condizioni di difficoltà economica di alcuni Paesi acuite dalla crisi pandemica, si è purtroppo incentivato il ricorso a canali paralleli di approvvigionamento di denaro contante.

Boom di scommesse
Significativo l’aumento del fenomeno delle scommesse on-line incentivatosi anche a causa della sospensione di talune attività sportive.In Australia, l'aumento delle scommesse ha fatto si che si costituisse una nuova agenzia federale la S.I.A. (Sport Integry of Australia) a far data dal primo luglio 2020.Ma cosa sfruttano le mafie? Di certo l'erogazione di finanziamenti rapidi garantiti dallo stato costituiscono una ghiotta occasione per subentrare allo stato stesso erogando finanziamenti usurari o tentando vere e proprie scalate per il controllo delle società.

Motivo per il quale, nella Confederazione Elvetica, il 25 marzo 2020 il governo ha stanziato soldi per circa 32 miliardi di franchi svizzeri per arginare le conseguenze economiche derivanti dal covid-19 con l’intento di evitare pericolose infiltrazioni mafiose nelle società  del Paese, in particolare da parte della ‘Ndrangheta.

Quali pericoli si profilano?
Fra tutti l'acquisto di crediti deteriorati delle imprese sul mercato finanziario che dimostrano una nuova flessibilità da parte delle organizzazioni mafiose, in particolare della Ndrangheta.Assistiamo, nello specifico,  ad una “ pericolosa “ diversificazione dei settori di interesse dei sodalizi teso a massificarne i profitti. Si è passati, dalla speculazione nei mercati finanziari con il riciclaggio di denaro sporco proveniente dal traffico della droga, all’acquisto di posizioni creditorie delle imprese.Vengono presi di mira i settori turistici, della ristorazione e dei servizi, il settore sanitario nonché quello dei rifiuti. Siamo in presenza di una vera e propria estensione degli interessi criminali in Italia come nel mondo: dai giochi alle scommesse, dalla gestione di impianti sportivi, nelle palestre come nella distribuzione di generi alimentari, nell'autotrasporto, nell'industria manifatturiera e in quella dell'energia, nel campo immobiliare e nel commercio, noleggio di autoveicoli incluso.

Il report di Libera
A questo proposito è interessante il report di Libera che fa proprie le relazioni della direzione investigativa Antimafia. In tempo di pandemia, oltre a ricordare le passate indagini riguardanti il mondo della sanità, sempre accuratamente attenzionato dai sodalizi criminali, si registra un peculiare interesse delle organizzazioni criminali verso i dispositivi di protezione individuale (D.P.I.), le dosi di vaccino nonché verso tutti i prodotti sanitari, procedure di approvvigionamento pubblico comprese.Fenomeni criminali connessi con l'aumento esponenziale della domanda durante il corso della pandemia che provocano rialzi ingiustificati dei prezzi oltre alla contraffazione dei menzionati prodotti.In presenza di crisi di liquidità le mafie hanno una enorme capacità di far confluire, dove servono, ingenti risorse. Le stesse mafie che oggi guardano sempre con maggiore attenzione al settore economico-finanziario.

Qualche riflessione
Innanzitutto la Ndrangheta non è un usuraio vorace perché pratica interessi più bassi anche rispetto alle banche in quanto il suo obiettivo è quello di rilevare l'attività commerciale dopo due o tre anni di agonia. Lo scopo è appunto quello di riciclare l'attività commerciale “ripulendo il denaro” come il procuratore Gratteri ci ha più volte ricordato. Le mafie - come ci ricorda Nicaso -, hanno sempre trasformato i disagi sociali ed economici in occasioni e opportunità. Da fenomeni di controllo sociale si sono trasformate nel tempo in agenzie di servizi perché esiste un tessuto sociale economico e culturale assai permeabile.Per un reale contrasto ai sodalizi criminali la strada oggi deve essere quella di analizzare “prioritariamente” il patrimonio di tali organizzazioni e dei soggetti che ne fanno parte, spesso occultati con dei prestanome, aggredendolo fino in fondo.

Oggi la Ndrangheta gode di ingenti risorse finanziarie con una capacità di adattamento che è fuori dal comune e con un sistema corruttivo estremamente efficiente.Quali sono allo stato i timori per il prolungato lockdown, quali gli scenari con le conseguenti criticità?Di certo, qualora dovessimo assistere ad un incremento di nuove fasce di povertà nel Paese, penso ai settori della ristorazione e del turismo, è facile prevedere infiltrazioni nel breve medio periodo compresa una recrudescenza corruttiva nei confronti degli enti locali e su chi gestirà i fondi, in particolare quelli post Covid, compresa una incentivazione delle forme di assistenzialismo o di usura. Una sorta di sistema bancario parallelo.Data l’oggettiva proiezione all'esterno mirante al rafforzamento del traffico di stupefacenti, con le enormi partite di droga oggi accumulate in Sud America che hanno praticamente fermato il mercato, è altresì prevedibile una pesante ripresa della diffusione delle droghe nel nostro Paese come altrove.

Sul versante sanitario andrebbe rafforzato il settore vigilando sull’assistenzialismo per il controllo sociale con particolare attenzione agli appalti, alle Rsa, allo smaltimento dei rifiuti sanitari o nei servizi funebri e cimiteriali.Qui è dove l’Ndrangheta metterà a breve le mani anche se non esiste né esisterà mai un settore dove la criminalità organizzata non sarà mai presente poiché dove c’è business c'è mafia.A questo proposito, degne di nota, sono le recenti infiltrazione nei punti vendita dei carburanti, già denunciate dall'Unione Petrolifera attraverso il riciclaggio di denaro con il pagamento di denaro in contante. Si pensi che nel nostro Paese esistono ben 21000 punti vendita di carburanti. Una distribuzione territoriale che è sovradimensionata rispetto agli altri paesi dell'Unione Europea. Un fattore di rischio che non va sottovalutato sebbene i controlli risultino complessi.

Che fare?
Innanzitutto è necessario incentivare i protocolli di legalità per prevenire le infiltrazioni criminali, il monitoraggio dei soggetti a rischio finanziario, imprese e aziende. Il mantenimento del rigore sul codice degli appalti. Un attento monitoraggio delle operazioni bancarie sospette per impedire frodi, malversazioni o illeciti vari.Un serio contrasto  all'usura che è un reato spia Antimafia e, soprattutto, vigilare sulla fase post covid-19 affinché nessuno metta fraudolentemente le mani sui dispositivi di protezione individuale, sugli igienizzanti,  nella produzione di prodotti falsi o contraffatti con seri controlli sul versante dello smaltimento dei rifiuti sanitari o extraospedalieri.Serve altresì vigilare attentamente sui giochi e le scommesse considerato che tra il 2016 e il 2018 siamo passati da 21,3 a 31,4 miliardi di Euro di denaro “giocato” che hanno già raggiunto, nel 2019, i 6,4 miliardi di euro.Un'ultima notazione, la Ndrangheta è sempre più transnazionale con una capacità di radicalizzazione non comune che nel 2019 ha interessato Svizzera, Germania, Olanda, Francia, Belgio, Canada, Europa dell’Est compresa.Ricordiamo come il fenomeno mafioso non sia un fenomeno nuovo neppure destrutturato ne’ tantomeno semplice. Si tratta di un fenomeno  storico se non antico, strutturato ed organico con una radicata presenza sul territorio.Per contrastarlo servono pertanto strumenti straordinari nonché una reale volontà nel combattere una simile piaga che rappresenta il maggior freno allo sviluppo di ogni Paese. Siamo in grado di volerlo e poterlo fare? Se la risposta è sì, questo è il momento giusto.

Daniele Tissone è segretario generale del Silp Cgil