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L'intervista

Barbaresi (Cgil Marche): gravissimo che il presidente della Regione abbia difeso Guzzini

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Per la segretaria generale Daniela Barbaresi inaccettabile la reazione dei massimi rappresentanti delle istituzioni locali, il governatore Francesco Acquaroli e il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, pur presenti all'iniziativa. "Mancanza di umanità nei confronti delle famiglie e delle persone coinvolte", in un territorio che sta pagando un prezzo altissimo alla pandemia

“È gravissima la dichiarazione di Domenico Guzzini”. A parlare con Collettiva la segretaria generale della Cgil delle Marche, Daniela Barbaresi, in merito alla dichiarazione del presidente di Confindustria Macerata che, nel corso di un incontro pubblico, ieri, commentando l’emergenza dovuta alla pandemia, ha detto: Io penso che le persone siano stanche e vorrebbero venirne fuori, anche se qualcuno morirà pazienza. Così secondo me diventa una situazione impossibile per tutti”.

 “Non si commenta, per la mancanza di umanità nei confronti delle famiglie e delle persone coinvolte. Nelle Marche – ci ha detto la leader sindacale – ci sono stati 1428 morti per covid. Numeri impressionanti, siamo il primo paese in Europa decessi. Sentire un imprenditore che ha un incarico di rappresentanza pronunciare una simile frase indigna. È miserevole, considerando la situazione di estrema gravità con cui ci misuriamo”.

Daniela Barbaresi è un fiume in piena, cita l’emergenza dei dati legati ai ricoveri in terapia intensiva, “numeri che fanno spavento”.

“Chi ha un ruolo di responsabilità dovrebbe dare un segnale di estremo rigore e attenzione, e invece Guzzini ha fatto l’opposto. Ma la cosa che ritengo più inaccettabile – ci dice la segretaria regionale – è stata la reazione del presidente della Regione, Francesco Acquaroli, presente, insieme al sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, all’iniziativa durante la quale sono state pronunciate quelle frasi. Non solo non ha preso le distanze da quanto detto, ma si è sentito in dovere di difenderlo. Un comportamento gravissimo e inaccettabile. In un momento nel quale la salute delle persone dovrebbe essere al primo posto, che i massimi rappresentanti delle istituzioni locali tengano questa posizione è pericoloso e inammissibile e dà un segnale di scarso rigore e di irresponsabilità”.

“Se pensiamo – conclude Daniela Barbaresi – che in Germania, proprio oggi, inizia il lockdown, mentre da noi, dove si contano più morti e un livello più alto di nuovi contagi quotidiani, proprio a un passo dalla distribuzione del vaccino, dobbiamo assistere a comportamenti di questa gravità”.