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La fine dei decreti sicurezza. Il ritorno dei diritti umani

© Marco Merlini 
Foto: Marco Merlini
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Dopo il via libera del Cdm parla Landini: "Il provvedimento va nella direzione giusta, ora serve un altro passo: riconoscere la cittadinanza a chi è nato in Italia". Cgil, Cisl e Uil: il soccorso in mare torna un obbligo costituzionale

Il superamento dei decreti sicurezza "è un provvedimento che va nella direzione giusta, perché affronta il problema della migrazione non in termini di propaganda, ma come riconoscimento di una questione umanitaria e sociale che va affrontata e governata". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commenta il via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto. 

Il testo del governo riscrive il dl Salvini: scompaiono le multe milionarie alle Ong e si amplia il sistema di accoglienza, introducendo il regime di protezione speciale. Il decreto riforma il sistema destinato ai richiedenti protezione internazionale e ai titolari di protezione, con la creazione del nuovo "sistema di accoglienza e integrazione". Nello specifico, le attività di prima assistenza continueranno ad essere svolte nei centri governativi ordinari e straordinari, si legge nella nota del Cdm, successivamente il sistema si articola in due livelli di prestazioni: il primo dedicato ai richiedenti protezione internazionale, il secondo a coloro che ne sono già titolari, con servizi aggiuntivi finalizzati all’integrazione.

 

(video a cura di Mattia Carpinelli)

Arriva il permesso di protezione sociale: viene rilasciato se il rimpatrio per il migrante comporta "il rischio di tortura" e il pericolo di "trattamenti inumani o degradanti", oppure in caso venga violato il "rispetto della sua vita privata e familiare. In tali casi, si prevede il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale".

Per Landini "adesso bisogna leggere con attenzione il testo definitivo. Dalle prime notizie che abbiamo, però, ci sono alcuni provvedimenti che vanno nella direzione richiesta anche dal presidente Mattarella, per esempio la maggiore velocità nel rilascio dei permessi di soggiorno. In generale c'è più attenzione alle ragioni che portano le persone a fuggire dal loro Paese. C'è poi la riapertura degli Sprar e un atteggiamento diverso verso le Ong". A questo punto, conclude Landini, è il momento di fare un passo ulteriore: "Chi è nato in Italia deve avere gli stessi diritti di tutti gli altri. Questo sarebbe un elemento che costruisce l'integrazione e può creare vera sicurezza nel nostro Paese". 

"È la notizia che stavamo aspettando. In attesa di leggere il testo definitivo, questo decreto rappresenta un cambio di passo importante, un segnale di discontinuità politica che rimette al centro i diritti umani”. Così Cgil, Cisl, Uil in una nota congiunta. Il Cdm, riscrivendo i decreti, a loro avviso ha ripristinato il soccorso delle vite in mare come obbligo costituzionale e internazionale, il divieto di espulsione e respingimento di chi nel suo Paese rischia torture o trattamenti disumani, riconosce la protezione speciale e il diritto ad essere accolti e integrati”.

Per le confederazioni “occorre ora proseguire su questa strada, riconoscendo ad esempio la cittadinanza a chi nasce, cresce, studia e lavora nel nostro Paese. Si tratta di giustizia sociale e soprattutto di buon senso”.