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I diritti

Conserviero, in Campania al via la mobilitazione in vista dello sciopero

Foto: Luigi Innamorati Sintesi
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In Campania, presidi e assemblee nel settore della trasformazione del pomodoro in preparazione allo stop del 9 ottobre per chiedere ad Anicav, la controparte, di firmare il nuovo contratto e sbloccare gli aumenti dei lavoratori che non si sono mai fermati, neanche in lockdown

Sul piede di guerra. Oggi i segretari generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Campania – Bruno Ferraro, Giuseppe Carotenuto ed Emilio Saggese – hanno preso atto della decisione votata a Napoli dall’attivo unitario regionale del settore conserviero, nell'ambito dell'industria agroalimentare, al quale hanno partecipato delegate e delegati delle categorie provinciali e Angelo Paolella, della Flai Cgil. “Presidi in tutte le aziende della Campania in vista dello sciopero generale del comparto indetto da Fai Cisl, Flai-Cgil e Uila Uil per il prossimo 9 ottobre per chiedere ad Anicav, associazione di categoria di Confindustria, di rispettare l’intesa sottoscritta a luglio e firmare il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, che prevede l’aumento salariale per i lavoratori”.

 

Al centro della discussione la piattaforma contrattuale firmata da alcune associazioni di categoria - che hanno la maggioranza dei lavoratori - ma non da quelle minori. Tra queste, spicca l’Anicav, che solo in Campania rappresenta 13mila lavoratori nel settore conserviero, il cui atteggiamento è stato fortemente stigmatizzato da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Campania che hanno proclamato quattro ore di sciopero con l’attivazione di presidi davanti ai cancelli delle principali aziende della Campania aderenti alla sigla di Confindustria alla quale le organizzazioni sindacali chiedono “di recedere dalle proprie posizioni, sottoscrivendo il contratto che darà maggiori diritti alle lavoratrici e ai lavoratori del settore facendo scattare, da gennaio 2021, l’aumento contrattuale”. 

“Il settore conserviero – ha detto Paolella – resta uno dei pochi nell’agroalimentare a non aver ancora sottoscritto il contratto, nonostante sia stato tra i pochi a non fermare le proprie attività durante il lockdown. Ora deve restituire dignità e diritti alle lavoratrici ed ai lavoratori, dando seguito all’intesa e alla firma del rinnovo contrattuale”.