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Dogane e monopoli

Cgil-Cisl-Uil Pa a Gualtieri, chiarire progetto made in Italy

Emilia Romagna, a rischio 135 lavoratori Invitalia
Foto: La sede del Mef (foto Tania Cristofori / Sintesi)
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Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa scrivono al ministro dell’Economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, per chiedere interventi di modifica relativi alla norma, approvata con il decreto Agosto, riguardante l’assetto dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Nello specifico, spiegano i sindacati, “il progetto dell’Agenzia per la tutela del made in Italy tramite il potenziamento di quelle attività e di quei servizi rivolti a tale scopo e che costituiscono anche l’oggetto della norma contenuta nell’articolo 103 del decreto Agosto, dove viene prevista la facoltà, per non meglio precisati fini imprenditoriali, che il Mef possa costituire, con socio unico l’Agenzia, una società regolata ai sensi delle disposizioni, di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016 n. 175”.

I sindacati hanno già scritto al direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) Minenna, ricevendo da quest’ultimo “le rassicurazioni sul fatto che la costituzione della società in house, totalmente partecipata da Adm, avrebbe come solo scopo la gestione di un marchio di qualità che certifichi i prodotti oggetto di analisi da parte dei laboratori di Adm. Dunque, tale progetto non costituirebbe alcuna limitazione all’attività attualmente svolta dai laboratori che, in una prospettiva di potenziamento dei servizi rivolti alla promozione del made in Italy, potrebbero addirittura veder incrementata la propria attività".

"Se tale volontà fosse confermata dalla norma, non sarebbero messe in discussione le funzioni strategiche oggi svolte dai laboratori, che continuerebbero a provvedere alla ‘certificazione di qualità’ tramite il personale dell’Agenzia, svolgendo la nuova società esclusivamente un'attività di commercializzazione di servizi e valorizzazione degli stessi. Quindi, non si prefigurerebbe alcuna privatizzazione o differente gestione dei laboratori di Adm e non si procederebbe ad alcun passaggio di personale pubblico alla nuova società”, aggiungono le sigle confederali.

Sulla base di questo, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa chiedono al ministro di “confermare, attraverso le opportune modifiche legislative ed i cambiamenti necessari da apportare alla richiamata norma contenuta nel Dl Agosto, gli obiettivi e i contenuti del progetto”, così come delineato da Minenna. Nel contempo, chiedono che “una parte degli introiti e del ricavato dell’attività della società debba confluire in un fondo per il personale dell’Adm, visto che il contributo di questi ultimi sarà determinante per la realizzazione degli utili futuri della nuova società”. Per tali ragioni, i sindacati chiedono modifiche alla norma prevista dal decreto Agosto “al fine di chiarirne la corretta portata”, in coerenza con il progetto illustrato da Minenna. In attesa di questi chiarimenti, resta ferma la proclamazione dello Stato di Agitazione del personale, le cui procedure previste saranno avviate in assenza delle determinazioni attese”.