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8 luglio 1960

Una storia di democrazia negata

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In Sicilia la Cgil ricorda i lavoratori uccisi dalle forze dell'ordine a Palermo e a Catania durante i cortei antifascisti e per il lavoro di 60 anni fa

Per non dimenticare. la Cgil di Catania ha prodotto un video che racconta la tragica vicenda della morte di Salvatore Novembre, l'8 luglio del 1960. Salvatore Novembre era un operaio edile disoccupato e fu colpito a morte dalla polizia durante la manifestazione antifascista e per il lavoro che quel giorno si tenne anche a Catania. Perché fu lasciato morire dissanguato sul bordo di un marciapiede di via Etnea? La Camera del Lavoro cittadina prova a risvegliare la nostra memoria storica con il video postato sul suo profilo Facebook. Lo vedete qui sotto.

Nella mattina di questo stesso giorno di 60 anni fa a Palermo era stata convocata una giornata di sciopero generale contro il Governo Tambroni. Il corteo, circondato dai reparti della celere, giunse al Teatro Politeama, davanti al quale era sistemato il palco su cui salì Pio La Torre. Dopo dieci minuti di comizio le forze dell'ordine caricarono la folla. Sul terreno restano tre manifestanti senza vita, Giuseppe Malleo di 16 anni, Andrea Cangitano, operaio edile di 19 anni e Francesco Vella, dirigente sindacale della Fillea Cgil provinciale di 42 anni. Vittima degli scontri anche Rosa La Barbera, di 53 anni, centrata da un colpo di moschetto in via Maqueda mentre stava chiudendo le persiane di casa.  

Oggi il sindacato ha ricordato questi drammatici avvenimenti nel capoluogo siciliano. Partendo dalla memoria degli anni del sacco di Palermo, Cgil e Fillea hanno chiesto lo sblocco degli investimenti per le opere strategiche inserite nel Patto per Palermo, tra cui l'ammodernamento della circonvallazione, il raddoppio del ponte Corleone e il sottopasso via Perpignano, e annunciato iniziative nel campo della sicurezza sul lavoro e su lavoro e ambiente. Al centro delle richieste,  la lotta al lavoro nero, “piaga che nei cantieri del centro storico riguarda un operaio su due”. 

Durante la manifestazione, si è svolto il flash mob della Fillea con le magliette a strisce blu, come quelle indossate dai ragazzi dei quartieri popolari di Palermo  durante le giornate calde della protesta operaia che culminarono  con la repressione di sessant'anni fa. L'iniziativa si è conclusa con le note di Bella Ciao da parte del coro dell'Anpi diretto da Pia Tramontana. Dopo la deposizione dei fiori, gli interventi del segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo, del presidente Anpi Sicilia Ottavio Terranova, del segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo, del sindaco Leoluca Orlando, presente con  gli assessori Giovanna Marano, Fabio Giambrone, Giusto Catania e Roberto D'Agostino. 

“I ragazzi con le magliette a strisce cercavano lavoro e dignità in un momento di  rivolgimento sociale e attacco fascista, La Cgil dichiarò lo sciopero generale e ci furono i tumulti a Palermo, come in molte altre città italiane – ha detto il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo -. Allora come oggi, in  un momento di grave  crisi sociale, non solo legato alla pandemia, ci interroghiamo sull'incapacità delle nostre classi dirigenti a programmare lo sviluppo e la crescita della  nostra regione  e della  nostra città. Il Comune di Palermo, come dice il sindaco Orlando,  non è più governato dalla mafia. Credo  sia una verità importante. Ma credo che tutti, sindacati, movimenti, associazioni e istituzioni, dobbiamo aggiornare la nostra analisi, perché nel frattempo la mafia continua a insediarsi in tutti i territori e a penetrare, in un connubio perverso, nella pubblica amministrazione”.

“Il tema dei diritti e il tema del lavoro e dell'ambiente – ha aggiunto Campo – sono  le linee fondamentali su cui creare l'alleanza strategica  tra le forze democratiche, per portare avanti le vertenze  per un lavoro stabile e continuo e per la sicurezza nei posti di lavoro, che sono al centro da sempre delle iniziative della Cgil per la difesa dei diritti di tutti i lavoratori”.

Far ripartire il settore edile e combattere il lavoro nero. “Ripartiamo dai fatti del 1960,  gli anni della protesta popolare, per ricordare che gli edili allora come oggi avevano difficoltà  a trovare occupazione  – ha detto il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo -. Ci  attendiamo che il Comune, come ha ribadito oggi il sindaco, continui con forza a sollecitare il governo per ottenere la sburocratizzazione del percorso legato ai finanziamenti, per dare il via a queste opere strategiche per il futuro di Palermo. La Fillea continuerà la sua azione di stimolo e monitoraggio già avviata,  per capire quali saranno gli appalti pubblici pronti a partire”.