Una due giorni di incontri politici, confronto sindacale e costruzione di alleanze. È in programma a Bruxelles il 22 e 23 aprile, presso la sede della Fgtb, la Federazione generale del lavoro belga. La Rete sindacale per le migrazioni mediterranee e subsahariane (Rsmms), insieme a organizzazioni europee e internazionali, promuoverà un momento di coordinamento e mobilitazione sul tema della tutela dei migranti senza documenti. All’iniziativa parteciperanno rappresentanti sindacali, esponenti della società civile e interlocutori istituzionali europei, con l’obiettivo di portare al centro dell’agenda politica il tema della regolarizzazione e dei diritti del lavoro.

Ad aprire i lavori saranno gli interventi istituzionali e sindacali, seguiti da una relazione sul contesto politico europeo che farà da cornice ai panel tematici. Il programma prevede momenti di discussione sulla costruzione di una piattaforma comune, sulle forme di mobilitazione e sulle strategie di advocacy a livello europeo e internazionale, fino agli incontri con rappresentanti delle istituzioni europee previsti nella giornata conclusiva.

Un documento comune

Al centro della mobilitazione ci sarà la presentazione di una dichiarazione di posizione condivisa, elaborata con il contributo della Confederazione europea dei sindacati, della Confederazione sindacale internazionale e della rete Picum (Platform for international cooperation on undocumented migrants ndr). Il documento ribadisce un principio fondamentale: i diritti del lavoro e la dignità della persona devono essere garantiti a tutti, indipendentemente dallo status migratorio.

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Nel testo si denuncia come l’Unione europea stia progressivamente adottando politiche migratorie sempre più restrittive, in contrasto con i propri valori fondativi di uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale. I sindacati sottolineeranno invece la necessità di riconoscere la migrazione come fenomeno strutturale, legato alle disuguaglianze globali, alla crisi climatica e alle eredità del passato coloniale europeo.

La regolarizzazione come strumento di giustizia sociale

Uno dei pilastri della proposta sindacale sarà la richiesta di introdurre meccanismi di regolarizzazione chiari, permanenti e trasparenti per i migranti senza documenti. Le esperienze già realizzate in alcuni Paesi europei, come il modello spagnolo, saranno indicate come esempi concreti di politiche capaci di produrre effetti positivi.

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Sfruttamento e lavoro povero: il nodo irrisolto

Ampio spazio al legame tra irregolarità e sfruttamento lavorativo. I migranti senza documenti, evidenzierà il documento, sono tra i più esposti a salari bassi, precarietà, rischi per la salute e ricatti occupazionali. In molti casi operano in settori caratterizzati da gravi carenze di lavoro dignitoso, contribuendo in modo sostanziale alle economie europee senza avere accesso ai diritti fondamentali.

Per questo i sindacati chiederanno un rafforzamento dei sistemi di tutela: più ispezioni del lavoro, accesso effettivo alla giustizia anche per chi è in condizione irregolare, protezione da ritorsioni e un sistema sanzionatorio efficace contro i datori di lavoro che sfruttano.

Le richieste all’Unione europea

La due giorni di Bruxelles avrà anche una chiara ambizione politica. Le organizzazioni sindacali chiederanno alle istituzioni europee di adottare una strategia coordinata sulla regolarizzazione, di integrare la tutela dei migranti nel Pilastro europeo dei diritti sociali con obiettivi vincolanti e di destinare risorse specifiche nel prossimo bilancio pluriennale 2028-2034.

L’obiettivo dichiarato sarà quello di rafforzare il ruolo del sindacato come soggetto capace di accompagnare i migranti lungo tutto il percorso, dai Paesi di origine ai luoghi di lavoro, promuovendone l’organizzazione e la rappresentanza.

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Un banco di prova per l’Europa

Il messaggio che uscirà da Bruxelles sarà netto: l’Europa è chiamata a dimostrare che i suoi principi fondativi non restano dichiarazioni astratte. La regolarizzazione dei migranti senza documenti verrà indicata come una leva concreta per costruire un modello sociale più equo, inclusivo e sostenibile. In gioco, per i sindacati, non c’è solo la condizione dei migranti, ma la qualità stessa della democrazia europea e del suo modello di sviluppo. 

“Presenteremo il documento ai parlamentari europei e alla società civile che in tutta Europa e nell'Area mediterranea e subsahariana è impegnata nella difesa dei diritti dei migranti - commenta Giuseppe Scifo, del dipartimento politiche immigrazione europee e internazionali della Cgil -. La rete Rsmms con questo documento vuole affermare, oltre alla necessità di norme a garanzia della regolarizzazione dei lavoratori presenti in Europa privi di documento, la necessità di una inversione di rotta nelle politiche della Commissione e del Parlamento europei”.