Crisi energetica, costo della vita, insicurezza legata alle guerre. La stagione estiva è alle porte, ma già ci sono tutti gli ingredienti per temere un caro vacanze e lasciare le famiglie nell’incertezza. Secondo l’ultima ricerca dell’istituto Piepoli, infatti, il 70 per cento degli intervistati avrebbe intenzione di concedersi un viaggio nei prossimi quattro mesi, ma oltre la metà è ancora in dubbio sul da farsi a causa del complesso e instabile scenario mondiale.

Crescita dell’inflazione

Gli ultimi dati diffusi dall’Istat sull’inflazione non rassicurano: le stime parlano di prezzi al consumo in aumento a maggio del 3,2 per cento su base annua. Un record che non si registrava da settembre 2023, quanto il tasso arrivò al 5,3 per cento.

Tradotto, una stangata di oltre mille euro a famiglia, che diventano 1.400 per una coppia con due figli, secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori. Di questi, 270 solo per il cibo: mentre il carrello della spesa resta fermo al 2,3 per cento (alimentari, beni per la cura della casa e della persona), i prodotti ad alta frequenza d’acquisto salgono al 4,5 per cento, quindi sopra l’indice generale.

Turismo, alloggi e trasporti in accelerazione

A spingere in alto l’inflazione, oltre al costo dell’energia, i servizi legati a turismo, alloggi e trasporti, dice ancora l’istituto di statistica. Accelerano soprattutto i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, dal 2,6 al 3 per cento, spinti dai servizi di alloggio, che salgono dal 1,7 al 3,8 e segnano un aumento del 5,2 per cento sul mese.

In crescita anche i servizi relativi ai trasporti, dallo 0,6 all’1,8 per cento. Aumenti record per il trasporto marittimo, che passa da meno 1 a più 5,8 per cento, mentre il trasporto aereo resta in calo ma risale: passa da meno 12,8 a meno 3,4 per cento.

Trasporto marittimo più caro

Sotto la lente il trasporto marittimo, traghetti e aliscafi. Secondo le rilevazioni dell’osservatorio di Federconsumatori rispetto al 2025 nelle settimane centrali di agosto il costo medio di uno spostamento via mare per una famiglia di due persone e un bambino è aumentato in media del 15 per cento per chi sceglie di viaggiare in poltrona e del 18 per cento per chi prende la cabina.

La tratta Livorno-Olbia è quella che ha registrato il balzo più consistente, 29 per cento sullo scorso anno: nelle settimane centrali di agosto per un biglietto di andata e ritorno in cabina con auto al seguito, un nucleo composto da tre persone può arrivare a sborsare circa 820 euro. Rispetto a maggio 2026 l’aumento è del 298 per cento per le poltrone, del 251 per le cabine.

Il collegamento con i prezzi più alti in assoluto è invece Livorno-Palermo, che ad agosto viene a costare 946,50 euro se si viaggia in poltrona e ben 1.484,90 euro se si prende la cabina, andata e ritorno. Tra le più costose anche Genova-Palermo, rispettivamente 945 euro e 1.340 euro.

La meno cara tra le tratte prese in considerazione dall’indagine di Federconsumatori è risultata la Napoli-Cagliari, per la quale si spendono 430 euro per prenotare la poltrona e 549 euro per la cabina.

Aumenti sotto l’ombrellone

Aumenti invece più contenuti, mediamente del 2,7 per cento ad agosto rispetto allo stesso mese del 2025, per i prezzi delle spiagge nella stagione 2026, che però hanno visto un incremento del 5 per cento negli ultimi tre anni.

Stando al monitoraggio di Federconsumatori realizzato in collaborazione con Isscon, a livello nazionale cresce soprattutto il costo dell’abbonamento giornaliero (4 per cento), aumenta quello dell’abbonamento mensile e stagionale (3 per cento) e della sdraio (3 per cento). Si stabilizza, invece, il prezzo del noleggio di pedalò, sup, canoe (2 per cento).

La regione dove si registrano i maggiori rincari è la Calabria, con un aumento del 5,2 per cento, sebbene i prezzi siano comunque relativamente contenuti rispetto al resto d’Italia. Seguono Sicilia (4,3) e Veneto (4).

“Non trascurabile, infine, il rincaro di alimenti e pasti distribuiti negli stabilimenti – si legge nel report di Federconsumatori -: dall’acqua, ai tramezzini alle pietanze servite nei ristoranti, il sovrapprezzo rispetto ai locali al di fuori degli stabilimenti può raggiungere anche il 40-45 per cento. Inoltre, molti stabilimenti continuano a vietare, impropriamente, l’introduzione di cibi portati da casa”.