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Lo stabilimento Natuzzi di Santeramo in Colle, in provincia di Bari, chiuderà a metà luglio. Stop di 12 mesi invece a Graviscella, sempre nel Barese, e a Iesce 2, in Basilicata. Una decisione che i lavoratori e le rappresentanze sindacale temano sia l’anticamera della chiusura definitiva, così come accadde nel 2013 per la sede di Ginosa, in provincia di Taranto. In più una parte della produzione, secondo l’annuncio, finirà in Romania.
Eccola qui, in poche righe, la fine dei divani che resteranno ‘Made in Italy’ solo a Matera e a Laterza, provincia di Taranto, dove parte del personale da più di vent'anni a rotazione in cassa integrazione, si daranno il cambio sulle linee.
L’azienda si difende parlando di decisioni temporanee e difase emergenziale, ma i sindacati non ci stanno. Hanno lottato con le unghie e con i denti per scongiurare la fuga e accusano Natuzzi di mancato rispetto degli impegni da parte dell’azienda. I sindacati avevano, infatti, accettato che venisse estesa la cassa integrazione dal 45 al 62% delle maestranze a una sola condizione: che la produzione restasse saldamente in Italia.
Gigia Bucci, Cgil Puglia: “Non si gioca con il lavoro e la vita di migliaia di persone”
Di atteggiamento gravissimo parla la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci. “Il management Natuzzi si dimostra incapace, ancora una volta, di mantenere gli accordi paventati ai tavoli istituzionali. Non si gioca con il lavoro e la vita di migliaia di lavoratori e lavoratrici, ai quali manifestiamo ancora una volta vicinanza e sostegno nella difficile vertenza che li vede loro malgrado protagonisti”. Per la dirigente sindacale la chiusura di stabilimenti e il trasferimento di parte delle produzioni all’estero tradisce gli impegni presi, “con decisioni unilaterali che si fanno beffa del ruolo della rappresentanza sindacale e dello stesso lavoro di mediazione di ministero e Regione Puglia”.
Bucci: “Natuzzi da vent’anni beneficia di ingenti contributi pubblici”
Per questo la Cgil Puglia, attraverso le dichiarazioni della segretaria, chiede alle istituzioni che “svolgano fino in fondo il loro ruolo di mediazione nei confronti di un’azienda che ha beneficiato di ingenti contributi pubblici e che da vent’anni ricorre in modo sistematico alla cassa integrazione”.
Bucci: “In gioco il futuro occupazionale e la vocazione manifatturiera del territorio”
Gigia Bucci ribadisce che la Cgil sosterrà ogni decisione che lavoratori, rappresentanze sindacali e categorie vorranno assumere rispetto a una lotta e una mobilitazione ancora più dura, e che “deve ancora una volta andare oltre i cancelli degli stabilimenti, perché investe e chiama in causa il futuro occupazionale dei nostri territori, la sua vocazione manifatturiera. La Puglia è pronta a fare la sua parte”.
Ignazio Savino, Fillea Cgil Puglia a Repubblica: “Decisione Natuzzi ha effetti pesantissimi su lavoratori e territorio”
La decisione unilaterale annunciata da Natuzzi per Ignazio Savino, segretario Fillea Cgil Puglia, che ha parlato alla cronaca di Bari del quotidiano La Repubblica, “produce effetti pesantissimi su lavoratrici, lavoratori e comunità locali. La prospettiva di arrivare a chiudere tre stabilimenti su cinque, in un contesto già segnato da processi di deindustrializzazione, avrebbe un impatto socioeconomico rilevante sull’occupazione e sulla tenuta del tessuto produttivo, mentre Puglia e Basilicata discutono su rilancio e vocazione produttiva nel distretto del mobile imbottito”.
Il nuovo incontro con il ministro Adolfo Urso al ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato fissato per giovedì 11 giugno. I sindacati stanno organizzando un presidio con tutti i lavoratori e chiedono l’immediato intervento di tutte le istituzioni.
























