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Come ogni anno, ormai, l’aumento delle temperature mette a rischio la salute dei lavoratori, perché, soprattutto per chi è direttamente esposto al sole come edili e operai, crescono le probabilità di avere un colpo di calore, sia di avere un infortunio, anche mortale. Per queste ragioni, la Fillea Cgil Marche richiede con urgenza l’ordinanza sul rischio stress termico che dovrebbe emettere la Regione Marche. Ordinanza già emessa da diverse Regioni come l’Emilia-Romagna, l’Umbria e il Lazio, tra le altre, e necessaria per sospendere l’attività lavorativa all’aperto nelle ore più calde della giornata.
La Fillea Cgil Marche rappresenta i lavoratori delle costruzioni, un settore particolarmente esposto e dove si registrano molti infortuni, spesso dovuti anche alle difficili condizioni in cui sono costretti a operare. Se la salute e la sicurezza sono le priorità, bisogna pensare anche alle condizioni climatiche che si verificheranno in questa nuova torrida estate. Occorre adoperarsi per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori nei cantieri edili. È necessario affrontare seriamente l’ondata di caldo che sta arrivando anche nella regione.
Migliaia di lavoratori edili stanno già lavorando nei cantieri della ricostruzione post sisma 2016, nelle nostre città, tanti nelle nostre strade, negli edifici da costruire o ristrutturare e nelle cave sparse per la regione. Uomini che lavorano in condizioni già complicate: sui ponteggi, sopra un tetto, all’interno di uno scavo o su un manto stradale e che, per le alte temperature, corrono ancora più rischi per la salute.
Le ordinanze degli ultimi due anni, che la Regione ha emanato sempre tra le ultime in Italia a stagione quasi conclusa, riguardano solo i lavori svolti all’aperto. “È necessario rivolgersi anche alle migliaia di lavoratrici e lavoratori impegnati nelle aziende dei diversi distretti industriali del legno arredamento – sottolinea Giuseppe Lograno, segretario generale Fillea Cgil Marche – e, più in generale, nelle aziende manifatturiere”.
Secondo Lograno, “è importante tutelare tutti questi lavoratori indicando le temperature massime da considerare e rendendo strutturale la cassa integrazione per eventi climatici. Il tutto mettendo in condizione le aziende di prevedere sistemi di raffreddamento dei locali di lavoro o mettendole in condizione di concordare con i rappresentanti dei lavoratori orari di lavoro estivi che limitino il lavoro negli orari più caldi”.
























