Un’ondata di licenziamenti e la chiusura di uno stabilimento in Molise. Questa la decisione della multinazionale statunitense Koch Industries, attiva principalmente nei settori energetico, chimico e metalmeccanico, comunicata ufficialmente mercoledì 3 giugno a Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil.

La società ha dichiarato complessivamente 100 esuberi: 63 nell’impianto di Aprilia (Latina), 27 nel sito produttivo di Vinchiaturo (Campobasso) che verrà definitivamente chiuso, gli ultimi dieci nello stabilimento di Vimercate (Monza). Una scelta “inaccettabile” per i sindacati, che hanno subito indetto lo stato di agitazione e avviato scioperi nelle sedi del gruppo.

Aprilia (Latina): 63 esuberi

“Quando una multinazionale decide di trasferire all’estero una parte della produzione e di ridimensionare drasticamente uno stabilimento, non siamo di fronte soltanto a una vertenza occupazionale”. A dirlo è la Fiom Cgil Roma Sud Pomezia Castelli, evidenziando che “siamo di fronte agli effetti di un sistema che non governa le trasformazioni industriali, ma si limita a rincorrerle”.

Venerdì 5 giugno i 160 dipendenti della Koch-Glitsch di Aprilia hanno scioperato per l’intera giornata, organizzando anche un presidio. “Dietro i 63 posti di lavoro a rischio ci sono professionalità, competenze e capacità produttive costruite nel tempo”, prosegue la Fiom: “Un patrimonio che rischia di essere disperso perché manca una strategia capace di considerare l’industria non come una variabile dipendente delle scelte finanziarie globali, ma come una risorsa fondamentale per lo sviluppo del territorio e del Paese”.

Per il sindacato la difesa dell’occupazione “resta una priorità assoluta. Ma ogni nuova crisi dovrebbe indurci a porci una domanda più ampia: quante altre vertenze serviranno per comprendere che senza una politica industriale si finisce per discutere soltanto di come gestire le conseguenze, invece di decidere quale futuro costruire?”.

La Fiom territoriale così conclude: “La solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della Koch-Glitsch non è soltanto vicinanza a chi oggi rischia il posto di lavoro. È la consapevolezza che il loro problema riguarda il modello di sviluppo che vogliamo per il nostro Paese. Ma non ci arrendiamo, si lotta sempre insieme”.

Vinchiaturo (Campobasso): 27 esuberi e chiusura

“La decisione di cessare l’attività molisano viene motivata attraverso ragioni di carattere globale, connesse a una ridefinizione della mappa produttiva e logistica e alla contrazione dei margini causata dai mercati esteri”, spiegano Fiom Cgil e Fim Cisl Molise, ritenendo però che “tali motivazioni non possano giustificare il sacrificio di un intero stabilimento”.

L’impianto della Koch Engineered Solutions di Vinchiaturo esprime “da anni competenze di eccellenza nel settore metalmeccanico. La sua chiusura determina un danno occupazionale, sociale ed economico gravissimo per il Molise, un territorio già fortemente provato da fenomeni di deindustrializzazione e che non può permettersi la perdita di ulteriori presidi industriali strutturati”.

Per Fiom e Fim la scelta del gruppo di “trasferire le produzioni correnti e concentrare le attività residue in altre sedi penalizza ingiustamente i lavoratori locali”. Sindacati e Rsu contestano dunque “un’impostazione strategica che fa ricadere interamente sui dipendenti molisani gli oneri di scelte riorganizzative globali”.

Le due sigle affermano di non condividere “la posizione aziendale secondo cui l’esubero risulterebbe strutturale e privo di alternative gestionali. Riteniamo invece indispensabile l’attivazione di un confronto che verifichi l’applicazione di ammortizzatori sociali conservativi e di percorsi alternativi previsti dal quadro normativo vigente, mirati alla salvaguardia dei livelli occupazionali”.

Fiom e Fim così concludono: “Le motivazioni addotte nella comunicazione societaria circa la presunta insostenibilità logistica e produttiva necessitano di un immediato e approfondito esame critico. Per garantire la massima correttezza e capillarità nell’analisi della vertenza, è già stata formalizzata una richiesta urgente di incontro”.