“Quella lì deve saltare in aria": presidio della società civile all’udienza del 18 giugno in solidarietà alla pm Alessandra Cerreti. È quanto si legge in un comunicato della rete delle associazioni antimafia lombarde, le quali fanno sapere che grazie ad alcuni organi d’informazione, tra i quali ‘la Repubblica’, sono venute a conoscenza dell’esistenza di un piano per uccidere la pm Alessandra Cerreti, titolare dell’inchiesta Hydra sul ‘sistema mafioso lombardo’ composto da Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra.

Lo hanno rivelato tre mesi fa due collaboratori di giustizia, senza che l’uno fosse a conoscenza delle dichiarazioni dell’altro, affermando di averne sentito parlare in due momenti distinti. Il primo nell’ottobre 2024, quando vengono ordinati gli arresti respinti in precedenza dal gip Tommaso Perna. Il secondo prima che cominciassero le udienze del maxiprocesso Hydra, alle quali le associazioni antimafia partecipano dal 19 marzo, giorno d’avvio del rito ordinario.

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“Nelle rivelazioni dei pentiti – prosegue il comunicato – si parla di un attentato ordito dai vertici del ‘consorzio’, i quali avrebbero avuto disponibilità di armi e sarebbero anche stati alla ricerca di bombe a mano. Un progetto di morte che dimostra di cosa sono capaci le tre mafie riunite di Hydra. Un piano che rappresenta una risposta alle molte persone che negli ultimi mesi hanno cercato di sminuire tanto i metodi violenti quanto la pericolosità di questo ‘sistema mafioso lombardo’”.

Le associazioni antimafia ricordano che minacce nei confronti di Cerreti, come anche di Ferracane e del procuratore Marcello Viola, ce ne sono già state e le misure di sicurezza si erano innalzate di conseguenza. Dopo questo progetto di attentato nei confronti della pm, che avrebbe coinvolto anche il collega Ferracane, le difese e le tutele attorno a loro si sono alzate maggiormente.

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ESTERNI AULA BUNKER DEL TRIBUNALE DI MILANO (IMAGOECONOMICA)

“Noi rispondiamo alla stessa maniera, alzando ancora la voce e sviluppando ancora di più gli anticorpi sociali. In occasione della quarta udienza, prevista giovedì 18 giugno, come associazioni antimafia e società civile esprimeremo solidarietà ai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, al procuratore Marcello Viola e a tutta la procura di Milano con un presidio all’ingresso dell’aula bunker in piazza Filangieri. Invitiamo cittadini, istituzioni e associazioni a una corposa partecipazione.

Troviamo sia il modo più giusto per sostenere il lavoro dei magistrati e star loro vicino, che va di pari passo con altre due azioni che continueremo a fare: partecipare alle udienze, dimostrando l’attenzione e la più alta vigilanza della società civile, e tenere informata la cittadinanza continuando a essere gli occhi, le orecchie e la voce delle comunità lombarde e non solo".

Le associazioni tornano ad assicurare che saranno “le sentinelle della legalità che tengono in piedi il ponte costruito con la rete antimafiosa che collega l’aula bunker a tutte le piazze lombarde. Un esercizio d’informazione che praticheremo anche con iniziative pubbliche, incontri formativi con le scuole e i cittadini”.

Le informazioni su tutte le attività delle associazioni antimafia possono essere consultate sui canali social, attraverso i quali i cittadini e le associazioni possono contattarle per organizzare un incontro e unirsi al nostro movimento di legalità.