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Un assedio mortale a Cuba. Questa è una delle conseguenze delle veloci mutazioni del quadro internazionale degli ultimi mesi che, oltre ad avere effetti nei Paesi interessati, portano con sé gravi conseguenze anche per le aree di influenza. Donald Trump ha ufficializzato una nuova dottrina Monroe, dimostrando che può tranquillamente mettersi sotto i piedi il diritto internazionale per curare gli affari del ‘cortile di casa’. Il Venezuela è stato il primo, con il beneplacito di mezzo occidente che, pur di compiacere il ‘King’, ha fatto finta di non vedere che nel Paese sudamericano nulla è cambiato, dal punto di vista dei diritti umani e civili, se non il nome del presidente.
Ad aggravare la situazione cubana anche un ordine esecutivo che prevede l'imposizione di dazi doganali ai Paesi che forniscono petrolio all'isola. Cuba, inserita dall’amministrazione Trump nella lista dei paesi ‘terroristi’, è definita ‘una minaccia’ per gli Stati Uniti, nonché una tentazione irresistibile per il segretario di stato Rubio, figlio di esuli cubani della Florida.
‘Cuba cadrà da sola’ ha profetizzato Trump e purtroppo è quello che rischia di accadere perché in pochi giorni l’isola è rimasta senza carburante, i voli aerei intercontinentali sono limitati e a rischio con conseguenze sul turismo, già drasticamente ridotto, e le città sono sempre più spesso al buio a causa degli ‘apagones’, i blackout.
Presto mancherà energia per le attività essenziali, come ospedali, scuole, fabbriche di cibo e di medicinali. Il Paese sta morendo lentamente, e anche andare a lavorare, senza mezzi pubblici, è diventata un’impresa. Anche per tutto ciò la Cgil, insieme ad Anpi, Arci, Nexus e Italia Cuba, sta organizzando un’iniziativa per rilanciare la campagna “Energia per la vita” e portare all'attenzione le gravi difficoltà dell'isola, così che a breve partiranno i progetti nella parte orientale colpita dall’uragano Melissa.
Come sindacato non crediamo che Cuba sia un Paese scevro da contraddizioni, sarebbe ipocrita non ammettere che forse si sarebbe potuto ipotizzare un cambiamento nel 2016, anno d’oro in cui il Paese venne visitato da Obama, papa Francesco e anche dai Rolling Stones. Un anno in cui le piazze erano piene di gente che ballava, il turismo alle stelle, e i ristoranti e i locali a gestione familiare si moltiplicavano.
Tuttavia il calore del popolo cubano, la generosità e la solidarietà internazionale sono stati un fatto tangibile, ad esempio per l’Italia durante la pandemia con l’invio delle brigate di medici a Crema e a Torino.
Questi valori vanno salvaguardati e per questo la Cgil ha sempre dimostrato solidarietà al popolo cubano: lo abbiamo fatto nel 2021 con l’invio di respiratori durante il Covid e lo stiamo facendo oggi con la già citata campagna ‘Energia per la Vita’, assieme all’associazione Italia Cuba, Arci, Anpi e Nexus.
Inoltre, siamo pronti ad aiutare il sindacato cubano, al quale ci lega un’amicizia pluriennale e che in questo momento di difficoltà va faticosamente verso la celebrazione del congresso: stiamo infatti valutando di finanziare un progetto per l’istallazione di pannelli solari nella sede centrale all’Avana, edificio che ospita anche le federazioni di categoria.
Ma questo non basta perché, se è vero che la presidente del Messico, sfidando gli Stati Uniti, ha promesso di aiutare Cuba, sarebbe oggi necessaria una forte sensibilizzazione delle istituzioni europee e dei singoli Stati che non hanno alcun motivo per assecondare l’assedio di Trump e che non hanno mai considerato Cuba un pericolo.
Cuba è un Paese che necessita di profondi cambiamenti, ma non si possono negare, pur facendo un confronto con i suoi vicini, alcuni innegabili traguardi relativi a sanità, scolarizzazione e cultura, così come l’incredibile capacità di ‘resistenza’.
L’ultima risoluzione dell'Assemblea generale dell'Onu ha chiesto, nell'ottobre 2025, per la 33ª volta consecutiva, la fine dell'embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba, con una maggioranza schiacciante.
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, la scorsa settimana si è detto "estremamente preoccupato" per la situazione umanitaria a Cuba, che potrebbe "aggravarsi fino al collasso", se dovessero proseguire le pressioni statunitensi sull'approvvigionamento di petrolio dell'isola.
Difendere Cuba, e la sua libertà di autodeterminazione, in questo momento, significa difendere il diritto internazionale, gli organismi multilaterali che, come entità collettive di pace, si oppongono all’autoritarismo di chi persegue la guerra e la sopraffazione a favore dei propri interessi nazionali.
Cuba non può essere lasciata sola.























