Due moschee nei villaggi di Jaljulia e Mazra'a al-Nubani, vicino a Ramallah, sono stati dati alle fiamme e i responsabili, secondo i video divulgati da un gruppo di attivisti, sarebbero alcuni coloni israeliani che hanno poi lasciato scritte in ebraico con parole come "vendetta" e slogan razzisti. 

Il quotidiano la Repubblica, in un reportage di un suo giornalista inviato nei territori, presso Petza'el, nella Valle del Giordano, un gruppo di giovani israeliani ha occupato un sito archeologico romano, inondandolo con l’acqua sottratta ai palestinesi per farne una piscina e un’attrazione turistica. L’operazione sarebbe stata appoggiata anche dal governo israeliano. 

Ancora una volta giungono notizie dalla Cisgiordania di violenze denunciate non solamente dalle ong internazionali, ma anche dalle Nazioni unite, con il nuovo rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sui Territori palestinesi occupati denunciano l’escalation di attacchi dei coloni israeliano, con morti e centinaia di feriti palestinesi. 

Secondo il report Onu nel 2025 c’è stato aumento del 133% dei morti e del 130% dei feriti rispetto al 2024. Almeno 7 palestinesi sono stati uccisi e 832 feriti da coloni israeliani in Cisgiordania, tra cui almeno 58 donne, 63 ragazzi e 11 ragazze. Inoltre tra gennaio 2023 e dicembre 2025 si contano almeno 26 palestinesi uccisi e 1.570 feriti, mentre nel lungo periodo 2008-2025 il bilancio sale a 61 morti e 3.778 feriti, inclusi centinaia di minori.

La Commissione parla di eventi non episodici ma strutturali, scrivendo che almeno 59 comunità pastorali palestinesi sono state costrette a lasciare le proprie terre, soprattutto a causa della violenza dei coloni dall’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 al 10 marzo 2026.

L’Onu denuncia quindi episodi di violenza sessuale e di genere, come stupri, aggressioni sessuali, minacce e umiliazioni. In un episodio del marzo 2026, un gruppo di coloni ha attaccato una famiglia, picchiando donne e minacciando stupri per costringerle ad abbandonare la terra.

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E ancora, a subire traumi e violenze sono anche i minori: almeno due bambini sono stati uccisi e la commissione Onu ha registrato anche numerosi casi di abusi, rapimenti e traumi psicologici. I bambini raccontano di avere paura costante, incubi e difficoltà nelle attività quotidiane, come la scuola e il gioco.  

Tra gli scopi dei coloni c’è quello di espandere gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, motivo per il quale non esitano ad attaccare i villaggi palestinesi con da gruppi armati che incendiano e devastano i territori e aggrediscono gli abitanti.  

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Nel rapporto della Commissione Onu sono analizzate anche le violenze subite dai Palestinesi a Gaza e qui sotto accusa finisce anche Hamas:  tra la fine dell’agosto 2024 e l’inizio del 2026 ci sono stati 249 casi di efferate violenze ed esecuzioni sommarie per palestinesi accusati di collaborazionismo con Israele, di appartenenza a gruppi rivali, di furto e saccheggio degli aiuti umanitari, traffico di droga.

Sono 60 gli episodi di violenza attribuiti a paramilitari affiliati ad Hamas, dalle Brigate Ezzedin al-Qassam all’unità Sahm e alla forza Rad’a. I palestinesi non hanno tregua su due fronti, perché il “cessate il fuoco” dell’ottobre del 2025 non ha posto fine ai raid israeliani, continuando a provocare centinaia di morti e distruzione nella Striscia, della quale il presidente israeliano, Benjamin Netanyahu, vuole avere il 70% del controllo e del possesso. 

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