L'Onu ha aggiunto Israele nella lista nera per violenze sessuali commesse nelle zone di guerra, una black list che include Hamas e altre organizzazioni terroristiche. A renderlo pubblico l’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite Danny Danon, che in un post sui social media attacca l’istituzione internazionale.

Una notizia confermata anche da alcuni media israeliani, parte dei quali riferiscono inoltre che anche il Servizio penitenziario israeliano è tra le diverse entità aggiunte alla lista dell'Onu, insieme ad altre istituzioni e autorità israeliane.

Nella lista sono stati inseriti anche Hamas e alcune organizzazioni terroristiche, uno dei motivi per i quali Danon ha gridato allo scandalo: "Chiunque sia in grado di includere Israele nella stessa lista dei terroristi e degli stupratori di Hamas, insieme alle organizzazioni terroristiche più brutali del mondo come l'Isis, non ha alcun senso morale. Questa è una decisione politica, scollegata dai fatti e dalla realtà”.

DANNY DANON RAPPRESENTANTE PERMANENTE DI ISRAELE PRESSO LE NAZIONI UNITE
DANNY DANON RAPPRESENTANTE PERMANENTE DI ISRAELE PRESSO LE NAZIONI UNITE
DANNY DANON RAPPRESENTANTE PERMANENTE DI ISRAELE PRESSO LE NAZIONI UNITE (IMAGOECONOMICA)

L'ambasciatore israeliano sostiene infatti che Israele ha presentato prove per confutare i rapporti dell'Onu: "Abbiamo invitato i rappresentanti dell'Onu a venire sul campo ed esaminare attentamente la situazione, e ovviamente hanno scelto di non farlo". 

Secondo Tel Aviv sarebbero state esercitate forti pressioni sul segretario generale dell’Onu per l’inclusione di Israele nella lista come conseguenza dell’inserimento di Hamas, nell’agosto 2025, dopo i rapporti della rappresentante del segretario generale Pramila Patten. Danon accusa l’Organizzazione delle nazioni unite d mistificare la realtà e di lanciare “calunnie di sangue”. In ogni caso Israele, come qualsiasi Stato o gruppo armato, rimarrà nella black list per almeno un anno

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