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L'analisi

Carta, una filiera in crescita. E in crisi

nuovo evento caricato da il 07-08-2013 1897 GIORNALI QUOTIDIANI FOTO DI © REMO CASILLI/SINTESI
Foto: Agenzia Sintesi
Roberta Lisi
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Una tempesta perfetta. Così Giulia Guida, segretaria nazionale della Slc Cgil, definisce quanto sta accadendo: l'aumento del costo dell'energia e delle materie prime rischiano di infliggere un grave colpo al settore, che altrimenti sarebbe in espansione

Crescita. Questo il termine per definire quel che è accaduto nel 2021 per un settore alla base di quasi tutte le attività. La carta serve a produrre libri e giornali, certo, ma viene impiegata per tutti gli imballaggi, anche quelli che prima utilizzavano la plastica e i suoi derivati. Così come è proprio la carta che sostituisce appunto la plastica nella produzione delle stoviglie monouso, piatti e bicchieri, posate e tovaglioli. E sempre la carta è alla base di una serie di manufatti utilizzati in edilizia, altro settore in grande espansione. E poi, con la pandemia, è assai aumentato l’uso della carta in sanità, dai teli ai camici, dai lenzuoli agli asciugamani. Così come sempre di carta sono molti prodotti usati ad esempio dai parrucchieri o dagli estetisti, monouso per ragione d'igiene. E la carta è fondamentale per un altro settore in larga espansione, quello del  packaging. Se non si producono più imballaggi va in crisi tutta la filiera del e-commerce.

Secondo i dati forniti da Assocarta in Italia ci sono circa 150 stabilimenti che hanno prodotto nel 2021 oltre 9,6 milioni di tonnellate di carta (+12.5% su 2020) generando un fatturato di 8,18 miliardi in aumento del 28,6% rispetto all’anno precedente. Ovviamente questa è la produzione primaria. L’intero settore fattura oltre 21 miliardi di euro l’anno pari all’1,3% del Pil nazionale, e gli addetti diretti superano i 150mila. E non finisce qui. Le industrie della filiera dei prodotti forestali rappresentano il 20% delle imprese manifatturiere dell’Unione europea e ogni anno generano un valore aggiunto complessivo di 143 miliardi. Mediamente ogni anno si realizzano investimenti per 5 miliardi e la produzione europea rappresenta il 22 per cento di quella mondiale

La storia

I nostri libri nella tempesta

Ivana Marrone


Questo vero e proprio asse fondamentale dell’economia italiana ed europea, traino della ripresa post-pandemia, è andato in crisi. “Aumento del costo dell’energia e aumento delle materie prime sono una vera e propria tempesta perfetta”, afferma Giulia Guida, segretaria nazionale della Slc Cgil: “In aggiunta occorre considerare anche l’aumento dei costi della logistica e del trasporto”.

Il settore è uno di quelli maggiormente energivori. L'aumento del costo del gas si era già fatto sentire nel secondo semestre dello scorso anno, ora è diventato insopportabile “Se lo scorso dicembre le cartiere italiane pagavano il gas naturale, col quale producono energia elettrica per il funzionamento degli impianti, cinque volte in più, in questi giorni il costo è mediamente decuplicato, con punte di quindici volte di più”, spiega Lorenzo Poli, presidente di Assocarta.

La difficoltà di approvvigionamento delle materie prime fa il resto. “Certo, le aziende hanno scorte, ma non sono sufficienti per i picchi di produzione come in questa fase", prosegue Guida: "E allora cominciano a fermarsi. Per fortuna, al momento, stanno utilizzando ferie e permessi ma a lungo andare, se la situazione non si sbocca, il ricorso agli ammortizzatori sociali sarà inevitabile. E pensare che in condizioni diverse questa è una filiera che potrebbe addirittura prevedere un aumento di occupazione”.


Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil insieme ad Assocarta e Assografici hanno stilato una nota comune individuando quali dovrebbero essere gli interventi urgenti per limitare gli effetti e i danni della “tempesta perfetta”. “Abbiamo scritto queste richieste - sottolinea Guida -, organizzazioni sindacali e datoriali insieme perché in questo momento è importante unirsi. Dobbiamo individuare le strategie migliori per affrontare una crisi che non solo rischia di essere lunga, ma anche di vedere andar via dall’Italia un settore di eccellenza. La capacità italiana di fare carta di qualità è riconosciuta in tutto il mondo, ma se non produciamo quanto il mercato richiede alla fine saremo sostituiti da chi fa prodotti meno pregiati dei nostri a prezzi inferiori”.

Allora è urgente prevedere strumenti volti a calmierare i prezzi, a garantire liquidità al mercato nazionale del gas anche attraverso l’uso delle risorse strategiche. Secondo sindacati e imprese bisogna intervenire subito per fermare gli effetti speculativi sul mercato di Co2 e sul mercato del gas. E poi serve estendere il credito d'imposta per l’acquisto della carta a tutto il sistema editoriale, non solo per chi edita giornali e periodici d'informazione, a cominciare dagli editori scolastici. “Infine - conclude Giulia Guida - occorre tutelare lavoratrici e lavoratori. Per questo chiediamo per le aziende dell’intera filiera la possibilità di ricorrere ad almeno altri 12 mesi di cassa integrazione straordinaria. Tale intervento si rende, a maggiore ragione, necessario per la gestione del processo di trasformazione ed evoluzione digitale del settore”.  E il Paese rimane in attesa, da anni ormai, di un piano strategico nazionale per l'energia.