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Più diritti, più salario, più dignità. È questa la richiesta che arriva dalle lavoratrici e dai lavoratori delle piattaforme digitali che, insieme alla Cgil e alle categorie, sono scese in piazza oggi (7 marzo) nell’ambito della campagna sul referendum sulla giustizia. L’obiettivo è collegare la battaglia per i diritti dei rider al ruolo di una magistratura autonoma e indipendente, capace di intervenire a difesa dei lavoratori più vulnerabili. Un riferimento esplicito anche all’iniziativa della Procura di Milano che ha acceso i riflettori sulle condizioni del lavoro nelle piattaforme di Glovo e Deliveroo.
La proposta del sindacato è netta: l’assunzione con il contratto nazionale della logistica, trasporto merci e spedizione, lo strumento che può garantire condizioni economiche dignitose, stabilità occupazionale e protezioni reali. Un passaggio necessario per uscire definitivamente da un sistema che ha scaricato sui lavoratori tutti i rischi del lavoro, lasciando alle piattaforme il controllo dell’organizzazione e dei profitti.
Il 14 marzo si torna in piazza
Un secondo momento sarà il 14 marzo, giornata nazionale di mobilitazione dei rider di Glovo e Deliveroo. Presidi, manifestazioni e iniziative pubbliche sono previsti nelle principali città italiane per riportare al centro del dibattito la condizione di migliaia di lavoratori che ogni giorno consegnano cibo e servizi muovendosi tra traffico, algoritmi e compensi spesso insufficienti.
La parola d’ordine resta la stessa: stabilità, diritti e salario. Perché dietro ogni consegna c’è una persona che lavora e che chiede di essere riconosciuta come tale. E perché la giustizia sociale, anche quando viaggia su due ruote, ha bisogno di regole chiare e tutele vere.
























