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Quasi 80 milioni di euro di risorse pubbliche. Un progetto industriale che dovrebbe trasformare lo stabilimento di Pozzilli. E, oggi, una crescente incertezza sul futuro. La vertenza che coinvolge Unilever torna al centro dello scontro sindacale, con le organizzazioni dei lavoratori che chiedono un intervento urgente del ministero delle Imprese e del made in Italy e di Invitalia per fare luce sugli impegni presi e non ancora concretizzati.
Un investimento pubblico da oltre 80 milioni
Il progetto di riconversione, affidato alla società Packaging to Polymers (P2P), azienda costituita dal gruppo Seri con Unilever, poggia su un massiccio intervento pubblico. Secondo la documentazione ufficiale di Invitalia, le agevolazioni concesse ammontano a circa 79,4 milioni di euro, tra contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, a fronte di un investimento complessivo superiore ai 106 milioni. A queste risorse si aggiungono ulteriori fondi destinati alla ricerca industriale. Un impegno economico rilevante, sostenuto con risorse pubbliche, che rende ancora più delicata la fase attuale.
Il nodo Unilever e l’ipotesi uscita
Durante l’incontro di ieri, 29 aprile, in Prefettura a Isernia è emerso un elemento che cambia lo scenario. Secondo quanto riferito dall’assessore regionale Andrea Di Lucente, Unilever starebbe valutando l’uscita dalla società P2P, oggi partecipata insieme al gruppo Seri riconducibile all’imprenditore molisano Vittorio Civitillo.
Una scelta che, se confermata, aprirebbe numerosi interrogativi. Il progetto di riconversione andrebbe avanti, almeno nelle intenzioni istituzionali, ma restano da chiarire tempi, modalità e soprattutto le garanzie occupazionali. Per i lavoratori, la ricollocazione resta legata all’avvio del nuovo ciclo produttivo basato sul riciclo della plastica. Un percorso ancora lontano e incerto.
Sindacati: “Impegni disattesi, serve un tavolo subito”
Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil denunciano il mancato rispetto degli impegni assunti da Unilever il 23 dicembre 2025 davanti al ministero e a Invitalia. Da mesi chiedono un confronto, senza ottenere risposte. Da qui la richiesta formale di convocazione urgente al ministero, con il coinvolgimento delle segreterie nazionali. In gioco non c’è solo il destino dello stabilimento, ma anche la credibilità delle istituzioni che hanno sostenuto e finanziato il progetto.
Lo stallo e i ritardi
Dalla firma dell'accordo del 2021 a oggi, il progetto di riconversione dello stabilimento di Pozzilli ha affrontato una serie di rallentamenti burocratici, vertenze legali e incertezze societarie.
Nel maggio 2025, Invitalia ha approvato l'erogazione di circa 80 milioni di euro (su un investimento totale di oltre 106 milioni), ma la società P2P ha contestato alcune condizioni e l'importo del contributo a fondo perduto, arrivando a presentare un ricorso al TAR del Molise, poi ritirato nell'autunno del 2025.
A gennaio 2026, si è registrata un'accelerazione con la risoluzione delle pendenze burocratiche relative alla delibera di Invitalia, che ha permesso di sbloccare i fondi per il rilancio e di salvare i circa 50 posti di lavoro.
Il calendario impone tempi stretti
Il management di P2P ha confermato la volontà di procedere alla ricostruzione e riconversione dell'area per produrre granulo plastico riciclato. Le tempistiche attuali prevedono che l'impianto entri a regime tra la fine del 2027 e l'inizio del 2028. Al netto dell'uscita dal progetto di Unilever.
Il 20 maggio prossimo scadono i termini per completare la documentazione necessaria all’accesso ai finanziamenti Invitalia. Secondo quanto comunicato dalla Regione, gli atti sarebbero già stati presentati. Ma il rispetto formale delle scadenze non scioglie i nodi industriali e occupazionali.
Sul territorio cresce la preoccupazione. I lavoratori attendono risposte concrete. Sul tavolo restano milioni di euro pubblici già impegnati e un progetto che, senza chiarezza sugli assetti e sulle responsabilità, rischia di trasformarsi in un caso emblematico di investimento sospeso tra promesse e realtà.






















