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Davvero un pasticciaccio quello che si sta creando dalle parti di Via Arenula. I sindacati firmatari del Ccnl di lavoro – quindi non la Fp Cgil – hanno sottoscritto lo scorso 29 aprile il nuovo ordinamento professionale fermo dal 2010. A parte una distinzione nominalistica, cambia il nome dei vecchi profili in famiglie, non c’è nulla di nuovo. L’accordo, infatti, conferma cancellieri e assistenti giudiziari nell’area degli assistenti, e i direttori ad esaurimento, come con lungimiranza aveva previsto la Fp Cgil. “Nei fatti – si legge in una nota dell’organizzazione sindacale - si conferma l’intenzione di far finta di cambiare tutto per non cambiare niente, un accordo che non garantisce adeguate opportunità di carriera e valorizzazione professionale di tutto il personale della giustizia”.
La cosa forse più grave di tutta la vicenda, che darà origine a conseguenze non prevedibili fino in fondo ma certamente nefaste, è che non viene riconosciuta la figura professionale specifica per gli addetti all’Ufficio per il processo, dimenticandosi che l’attivazione di quell’ufficio era prevista dal Pnrr e per quello scopo l’Italia ha ottenuto risorse consistenti. Per altro quell’Ufficio ha funzionato e bene.
Si legge a tal proposito nella nota Fp Cgil: “La confluenza all’interno della famiglia dei servizi giudiziari, senza l’indicazione del profilo di ruolo ad hoc, rischia di mettere la parola fine a un’esperienza straordinaria come quella dell’ufficio per il processo. L’ufficio per il processo vive del contributo e dell’apporto di innumerevoli figure professionali già esistenti all’interno degli uffici, ma è innegabile che si è potuto realizzare nella sua declinazione migliore grazie ai fondi del Pnrr dell’Unione europea con il reclutamento straordinario di tutti i nuovi profili (funzionario addetto all’ufficio per il processo - funzionari tecnici - operatori data entry)”.
Racconta Lorenzo Picarda addetto all’Ufficio per il processo del Tribunale di Ancora: “Finiremo tutti dentro la stessa famiglia professionale, senza specificità di funzioni, potrà capitare che venga richiesto a un funzionare di redigere una bozza di sentenza senza che ne abbia le competenze. Questo è un problema molto grande perché lascia un'enorme discrezionalità ai singoli uffici, banalmente anche per decidere chi ha, qual è la competenza minima per poter scrivere un provvedimento”.
Ma non finisce qui. Proprio in questi giorni il Ministero sta redigendo le nuove piante organiche di tutti gli uffici, il rischio vero è che i 9.000 precari della giustizia - quelli reclutati con i fondi del Pnrr - per i quali sono è prevista l’assunzione a tempo indeterminato sfruttando i piani assunzionali già autorizzati fino al 2026 per effetto dei pensionamenti, una volta sostenuta la prova di stabilizzazione potranno essere spostati sia di funzione che di sede, per coprire le scoperture di organico determinate in tutti i servizi e non esclusivamente in Tribunali e Corti d’Appello, con il rischio vero che l’Ufficio per il processo sparisca. Non solo: i lavoratori e le lavoratrici che per graduatoria verranno spostati di distretto si troveranno a dover cambiare città con tutto quello che questo comporta. Ed è bene ricordare che 1.500 precari della giustizia, al momento, dal 1° luglio non avranno più lavoro.
Ovviamente la Fp Cgil non ci sta. Ricordiamo che proprio grazie alla mobilitazione indefessa il Ministero ha trovato il modo di stabilizzare i 9.000 con i posti messi a bando. “Continueremo a chiedere al governo di individuare le risorse che mancano per la loro stabilizzazione, o almeno, per poter prorogare i loro contratti al 31 dicembre 2026. Una proroga funzionale a dare seguito all’intenzione dell’amministrazione, confermata oggi, di volerli stabilizzare utilizzando le risorse dei piani assunzionali che si renderanno disponibili dal 1° gennaio 2027”.
Insomma, davvero un pasticciaccio brutto: a farne le spese saranno cittadini e cittadine che dovranno avere a che fare con una giustizia ancor meno efficiente.
Le preoccupazioni sono davvero tante. Secondo Magistratura democratica: “Manca una visione proiettata verso il futuro. In questo contesto non sorprende che molti giovani qualificati abbiano scelto di orientarsi verso altre amministrazioni, percepite come più dinamiche e attente alla crescita professionale”. Ciò che servirebbe è ben altro, è ancora Md a sottolinearlo: “Gli uffici giudiziari avrebbero invece bisogno di investimenti strutturali, formazione continua, una chiara visione strategica e politiche del personale capaci di attrarre e valorizzare le competenze migliori”.
La richiesta di Fp Cgil è netta: “È necessario aprire quanto prima una nuova fase, con l’obiettivo di traguardare entro l’anno un vero contratto integrativo che preveda i criteri per l’attribuzione dei differenziali stipendiali, le posizioni organizzative e gli incarichi professionali per l’area dei funzionari, l’indennità di specifiche responsabilità per l’area degli assistenti. Su questo lavoreremo senza sosta nelle prossime settimane, non firmando accordi al ribasso perché questo fa la Fp Cgil, il sindacato per davvero”.



























