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La scadenza

Scuola, entro lunedì l'istanza di cessazione dell'attività

Inizio dell'anno scolastico 2020/2021 © Marco Merlini Roma, 14 settembre 2020 Scuola Carlo Pisacane Inizio dell'anno scolastico con le misure anti Covid
Foto: Marco Merlini
Giorgio Sbordoni
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Insegnanti e personale Ata che vogliano andare in pensione dal primo settembre 2021 devono presentare la domanda di dimissioni dal servizio entro e non oltre il 7 dicembre. La procedura si fa online sul sito del ministero ed è il primo passo per il ritiro. La Cgil con gli sportelli Inca, Flc e Spi offre supporto qualificato a quanti abbiano bisogno di aiuto per ricostruire carriera e posizione contributiva

Per il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico ausiliario, gli insegnanti di religione e quelli che svolgono il servizio all’estero, si avvicina il termine di presentazione della domanda di cessazione di attività lavorativa, fissato per lunedì prossimo, 7 dicembre. La procedura, salvo specifiche eccezioni, si fa online, sul sito del ministero, ed è un passaggio fondamentale per chi ha raggiunto i requisiti richiesti per fare domanda di pensione a partire dal primo settembre 2021. A ricordarcelo è una campagna della Cgil, portata avanti dal patronato Inca e dalle categorie Flc, la federazione della scuola, e Spi, il sindacato pensionati, che hanno attivato una serie di sportelli territoriali per offrire supporto e consulenza qualificata a quanti abbiano bisogno di ricostruire la propria carriera lavorativa e la propria posizione contributiva al fine di capire se è arrivato per loro il momento tanto atteso della pensione.

“Ad oggi – ci spiega Anna Fedeli, coordinatrice nazionale del progetto di proselitismo e di continuità per Flc e Spi Cgil – la domanda di cessazione deve essere presentata entro e non oltre il 7 dicembre, nonostante le nostre proteste e la nostra richiesta di proroga, poiché, data l’attuale situazione dovuta al covid, la data è troppo stringente rispetto alla mole di persone interessate a presentarla”. In 43mila hanno fatto domanda lo scorso anno, le stime quest’anno si aggirano intorno a 50mila, complici le difficoltà dovute a didattica a distanza e rischio contagio. In molti si sarebbero decisi ad andare in pensione sfruttando quota 100.

Per la domanda di pensione resta fondamentale l’aiuto che questi sportelli possono fornire. L’Inca, in base alle carte che gli vengono consegnate, verifica il calcolo al fine di capire. “In questa fase – ci dice Anna Fedeli – Flc e Spi aiutano il lavoratore a ricostruire la propria carriera, considerando eventuali ricongiunzioni o riscatti chiesti, conteggiando eventuali periodi di maternità nel caso delle lavoratrici, il servizio militare nel caso dei lavoratori. Sono questi i passaggi che servono all’Inca per certificare non solo il diritto a pensione, ma l’eventuale misura, ossia l’importo dell’assegno di pensione”.

Una volta stabilita dall’Inca la sussistenza del requisito per il diritto a pensione, l’Inps vaglierà e certificherà il risultato. Se manca qualcosa sarà il patronato a fare da tramite con l’istituto pensionistico, nel caso che ci siano, ad esempio, dei buchi contributivi. “In questo progetto – ci spiega ancora Anna Fedeli – Flc e Spi Cgil lavorano insieme, in alcune città gli sportelli dedicati sono congiunti. L’obiettivo è alleggerire il lavoro degli operatori del patronato, mandare ai suoi sportelli lavoratori can una documentazione la più completa possibile, evitando che l’Inca debba ricevere anche più volte lo stesso utente. In pratica le categorie cercano di aiutare il patronato nella fase istruttoria, provvedendo a un lavoro di accoglienza e di raccolta dei documenti necessari. Un lavoro fondamentale, considerando che i tempi sono strettissimi e gli utenti interessati tantissimi”.

Una consulenza preziosa che le categorie terranno aperta durante tutto l’arco dell’anno. “Perché, a differenza di sei o sette anni fa, oggi il tema delle pensioni non si affronta più solo nel mese di vigenza della circolare ministeriale, ma resta di grande interesse nell’arco dei dodici mesi. Spesso gli immessi in ruolo sono in là con gli anni, hanno tante supplenze, buchi contributivi e quindi ci chiedono rettifiche dell’estratto contributivo. La grande novità di questi anni, poi, è che i giovani si stanno interessando alla propria pensione. Non lo percepiscono più come un diritto certo e sono attenti alle situazioni da sanare o al tema dei ricongiungimenti o dei riscatti”.

“Noi – ci spiega Gabriela Mella, coordinatrice dell’area previdenza dell’Inca nazionale – utilizzando la documentazione acquisita da parte delle categorie, forniamo una consulenza sulla posizione assicurativa, esaminiamo la loro carriera e definiamo se hanno maturato il requisito entro il 31 agosto o il 31 dicembre, per l’anno di pensionamento, quindi con decorrenza dal primo settembre dell’anno successivo. Una volta stabilito che il diritto sussiste, riceviamo il lavoratore che ha già provveduto all’istanza di cessazione dal servizio o lo informiamo su come portarla a termine correttamente, e procediamo alla presentazione della domanda di pensione”.

Come ci si può rivolgere a voi? "Nel rispetto delle norme anti covid nelle nostre sedi di patronato si accede per appuntamento attraverso prenotazione ai numeri dedicati che si trovano sul nostro sito".

Perché tanti lavoratori si rivolgono alla Cgil? “Perché ricostruire la propria carriera non è semplice, molti hanno paura di sbagliare e hanno bisogno della nostra consulenza previdenziale. Se sbagli la motivazione per cui chiedi il pensionamento, devi rincorrere la pratica e rischi di perdere la possibilità di andare in pensione, di vederti la richiesta respinta dall’Inps. È importante affidarsi al patronato per evitare errori”.

C’è una scadenza per presentare la domanda di pensione? “Può essere presentata successivamente al 7 dicembre, ma preferiamo inoltrarla il prima possibile e fare in modo che tutte le pratiche siano a posto, per evitare che, una volta arrivato il primo settembre 2021, si debbano attendere dei mesi per ricevere l’assegno”.

Cosa serve per la domanda? “I lavoratori devono venire da noi con la ricevuta dell’istanza di cessazione dal servizio, i documenti di identità, il codice fiscale di marito e moglie, il codice iban del pensionando, una busta paga e devono fornirci nome e indirizzo della scuola in cui lavora”.