Maggiore autonomia organizzativa degli enti, per garantire la salvaguardia della figura del sovrintendente quale unico organo di gestione. A chiederlo è stato proprio uno di loro, Nicola Colabianchi. Il sovrintendente del Teatro La Fenice è intervenuto in occasione dell'audizione al Senato che si è tenuta ieri (10 febbraio), organizzata per fare luce sulle prospettive delle fondazioni lirico-sinfoniche italiane.

“Dopo il pasticcio sulla nomina di Beatrice Venezi e tutte le tensioni che ne sono derivate, sorprende che la soluzione individuata sia concentrare ancora più poteri nelle stesse mani – ha commentato Nicola Atalmi, segretario generale Slc Cgil Veneto - Di solito, quando qualcosa non funziona, si rafforza il confronto, non si elimina in nome dell'autoritarismo gestionale”. Dura, dunque, la reazione del sindacato alle parole del sovrintendente, che ha approfittato dell’occasione per spiegare chiaramente la sua posizione, semmai qualcuno nutrisse ancora qualche dubbio sulla vicenda della “nomina Venezi”. 

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Secondo il sovrintendente, sarebbe proprio l’eccessiva distribuzione dei ruoli a rallentare i processi decisionali delle fondazioni. Colabianchi ha rivendicato maggiore autonomia decisionale nella scelta dei direttori, nonché rispetto al ruolo attuale del Consiglio di indirizzo. 

“La Fenice non ha bisogno di un sovrintendente ‘unico organo di gestione’. – sostiene, al contrario, Atalmi - Ha bisogno di equilibrio, di collegialità e di rispetto delle sue istituzioni. Il Consiglio di indirizzo non è un intralcio: è una garanzia pubblica. Perché La Fenice non è una società privata, ma un’istituzione culturale che appartiene a Venezia e al Veneto”.

Secondo il sindacato, per attrarre i migliori direttori e programmare con autorevolezza, servono stabilità e clima sereno. “E questo si costruisce valorizzando orchestra, coro e maestranze, non marginalizzando gli organi di governance. – conclude il segretario - Più poteri non sostituiscono una buona gestione. La migliorano il dialogo, la trasparenza e la condivisione delle scelte”.

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