Fumata bianca, arriva dopo un anno drammatico l’accordo per i lavoratori della Inalca di Reggio Emilia. Stipulato presso l’assessorato al Lavoro della Regione Emilia-Romagna nella giornata del 6 febbraio tra l’azienda e le rappresentanze sindacali, rappresenta un punto di svolta per una vertenza in atto da dodici mesi, a seguito dell’incendio dello stabilimento di via due canali.

Ecco cosa prevede l’accordo

L’accordo, in sintesi, prevede la proroga di sei mesi della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività fino al 9 agosto prossimo (allo stato alla verifica del ministero del Lavoro che ha comunque comunicato la sussistenza dei requisiti per l’accesso a tale strumento). Durante il periodo della proroga della cassa (dal 10 febbraio al 9 agosto) sono prorogati tutti i trattamenti già in essere nei primi dodici mesi.

Entro il termine della proroga della cassa, l’azienda si impegna a ricollocare presso i propri stabilimenti industriali 82 lavoratori (32 tra Pegognaga, provincia di Mantova, e Piacenza; 50 sui siti del comprensorio modenese) sul totale di 164 attualmente in forza. I lavoratori manterranno la stessa retribuzione oggi percepita, lo stesso contratto nazionale applicato, lo stesso inquadramento e l’anzianità pregressa al fine di tutti gli istituti sia sul piano contrattuale che giuridico. Fino al 31 agosto del 2027 Inalca si farà carico di tutti gli oneri di trasporto dei lavoratori secondo le modalità collettive già attualmente in essere.

La procedura di licenziamento collettivo si chiude sulla base del criterio esclusivo della non opposizione del lavoratore (cosiddetta volontarietà), criterio in forza del quale l’azienda non potrà procedere a licenziamenti unilaterali che non incontrino il benestare dei lavoratori interessati. Per i lavoratori che accetteranno il licenziamento sono previsti incentivi che vanno dalle 11,60 alle 12,89 mensilità nette di retribuzione a titolo di incentivo all’esodo e percorsi finanziati da Inalca verso il cosiddetto outplacement (mappatura della professionalità e servizio individuale di riqualificazione professionale, finalizzati alla ricollocazione presso aziende terze con contratto a tempo indeterminato).

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil: “Un punto di equilibrio in una situazione oggettivamente complicatissima”

“Abbiamo ottenuto un punto di equilibrio in una situazione oggettivamente complicatissima perché impediamo i licenziamenti unilaterali e perché disegniamo percorsi all’interno dei quali ogni lavoratore – crediamo – possa trovare una prospettiva nella quale collocarsi, sapendo che stiamo parlando di una procedura di licenziamento e di un accordo difensivo rispetto a questa dimensione – dichiarano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil –. Per cui nessun trionfalismo che sarebbe fuori luogo, ma anche la consapevolezza di avere ben operato, visto il voto positivo unanime dei lavoratori che lunedì sera hanno riempito la sala nella quale abbiamo tenuto l’assemblea. Fare quello che si dice, semplicemente, paga”.

“Valutiamo positivamente ogni intervento teso a creare proposte occupazionali sul territorio reggiano per i lavoratori ‘in esubero’, sia nelle aziende con le quali stiamo interloquendo direttamente (all’interno del settore alimentare) sia per l’iniziativa del sindaco di Reggio Emilia per la costituzione di un tavolo provinciale che metta assieme organizzazioni sindacali e parti datoriali per questo comune obiettivo – concludono i sindacati –. Alle Istituzioni locali e regionali che hanno accompagnato questa durissima vertenza va il nostro ringraziamento, in particolare all’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, per il ruolo svolto”.

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