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Il collettivo Venice4Palestine lancia un appello al boicottaggio del XIII Festival del Cinema Italiano in Israele (dal 18 al 24 maggio), organizzato dagli Istituti Culturali Italiani di Tel Aviv e Haifa in collaborazione con le cineteche israeliane. Nel programma sono previsti, tra gli altri, “La grazia” di Paolo Sorrentino, “Primavera” di Damiano Michieletto e “Le assaggiatrici” di Silvio Soldini.
“Mentre a Gaza il genocidio continua, tra bombardamenti, macerie, fame, blocco dei medicinali e degli aiuti, tra fame, topi e blocco di medicinali – si legge nel comunicato – il festival va avanti come se nulla fosse”.
Il collettivo, ha avviato il progetto Zero Complicity, una campagna di boicottaggio culturale per chiedere agli operatori del mondo del cinema di dissociarsi dal Festival del Cinema Italiano in Israele.
L'iniziativa invita autori, attori e professionisti a non collaborare con le istituzioni culturali statali e denuncia come il cinema venga utilizzato dallo Stato israeliano come strumento di hasbara, ovvero strategia di promozione della propria immagine all’estero, che però cela pratiche tutt’altro che democratiche liberali. “Non deve esserci complicità con uno Stato genocida” dichiara il comunicato.
La campagna prosegue sulla scia delle precedenti assemblee pubbliche organizzate già nel 2025 e dei precedenti appelli in occasioni di altri importanti festival, in primis proprio la Mostra del Cinema di Venezia, da cui il collettivo prende il nome.
Negli ultimi mesi oltre 5 mila professionisti del cinema hanno sottoscritto il Pledge di Filmworkers for Palestine, impegnandosi a non collaborare con enti legati allo Stato di Israele. A loro si sono uniti cineasti israeliani e centinaia di musicisti e case discografiche nel movimento No Music for Genocide.


























