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C’è grande preoccupazione per il futuro della Cogne Acciai Speciali di Cogne (Aosta). A preoccupare sono la perdita registrata nel 2025: 60,9 milioni di euro, in netto peggioramento dall’utile di otto milioni dell’anno precedente. E l’assenza, per il terzo anno consecutivo, del premio di risultato per gli oltre 1.200 dipendenti dello stabilimento.
L’azienda è alle prese con una situazione complessa, fra dazi statunitensi, concorrenza asiatica e rincari dell'energia. Altro elemento di allarme è la richiesta avanzata dal gruppo al ministero del Lavoro di attivare i contratti di solidarietà per un altro anno, coinvolgendo 101 lavoratori dell’acciaieria, visto che a fine maggio si concluderanno gli ammortizzatori sociali per 167 dipendenti.
Fiom: “Forti interrogativi sulle prospettive industriali”
"I numeri del bilancio sono pesanti e fotografano una situazione che non può essere sottovalutata”, commenta il segretario generale Fiom Cgil Valle d'Aosta Fabrizio Graziola: “Serve chiarezza sulle strategie industriali, sugli investimenti e sulle prospettive occupazionali. I lavoratori hanno diritto di sapere quale sarà il futuro dello stabilimento”.
Il segretario Fiom rileva che, malgrado il recente aumento di capitale da 70 milioni di euro, restano “forti interrogativi sulle prospettive industriali, occupazionali e produttive. La Cogne rappresenta un presidio industriale strategico per tutta la Valle d'Aosta, per questo chiediamo massima trasparenza sulle prospettive produttive. È necessario aprire un confronto serio con noi e con le istituzioni regionali per tutelare il lavoro e il futuro dell'acciaieria”.
Gianola evidenzia che “le misure europee previste per il mercato dell'acciaio non possono bastare da sole. Bisognerà capire i tempi di reazione del mercato e se davvero ci saranno effetti concreti sulla ripresa produttiva. La politica italiana deve aprire un tavolo dedicato al rilancio dell'industria, che ha bisogno anche di investimenti di Stato”.






















