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“L’informativa su carichi di lavoro, prospettive 2026 e riorganizzazione industriale delinea uno scenario di forte incertezza che desta preoccupazione per il futuro occupazionale e per le condizioni dei lavoratori”. A dirlo sono Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil riguardo la situazione di Sirti Telco e Sirti Digital.
“Nonostante una parziale ripresa del settore Digital, sostenuta anche dalle attività estere, restano forti criticità per le sedi di Lago Patria e Belpasso, legate a contratti in proroga con scadenza a dicembre 2026 e senza adeguate garanzie di continuità”, spiegano i sindacati.
Ancora più complessa la situazione di Sirti Telco. “La fine delle attività legate al Pnrr comporterà un forte ridimensionamento dei volumi produttivi, con un calo stimato oltre il 20 per cento e punte del -20-25 per cento nell’area Creation”, dicono le tre sigle: “A fronte di questo scenario, l’azienda prevede una nuova organizzazione verticale del business e l’ingresso in nuovi settori, come energia e ferroviario, senza però alcun reale confronto con le organizzazioni sindacali sui percorsi di formazione e riqualificazione necessari”.
Sul fronte economico, il consuntivo “del premio di risultato 2025 rappresenta un’ulteriore penalizzazione per i lavoratori: nonostante i risultati positivi raggiunti da Sirti Telco, le perdite della divisione Digital hanno inciso sul bilancio consolidato, determinando l’erogazione di un premio pari a soli 254 euro”.
La direzione aziendale ha inoltre annunciato la chiusura del cantiere di Benevento, con il trasferimento dei 19 lavoratori presso la sede di Casandrino: “Una scelta unilaterale che comporterà trasferte quotidiane fino a 200 chilometri, scaricando costi e disagi sui lavoratori e sulle loro famiglie”.
Per Fiom, Fim e Uil “Sirti sembra voler tornare a logiche che pensavamo superate. Nonostante gli sforzi compiuti negli anni dai lavoratori per contribuire al rilancio dell’azienda dopo la crisi, continuiamo ad assistere a una gestione approssimativa, a un utilizzo crescente dei subappalti — ormai oltre il 40 per cento delle attività — e a un progressivo peggioramento delle relazioni sindacali”.
Le tre sigle chiedono l’immediata revoca della procedura di chiusura del sito di Benevento, l’apertura di un confronto trasparente sul piano industriale e sulle prospettive occupazionali nel post-Pnrr, il ripristino di corrette relazioni sindacali. In assenza di risposte concrete, annunciano “l’interruzione delle relazioni sindacali e l’avvio di iniziative nei cantieri nazionali su sicurezza, formazione, flessibilità, trasferte e rispetto degli accordi integrativi”.






















