Le forze armate di Israele hanno abbordato e preso il controllo di alcune navi della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza. L’operazione è avvenuta al largo delle acque di Cipro, dove le imbarcazioni erano arrivate dopo la partenza dalla Turchia.

Si sono persi i contatti con alcune delle imbarcazioni. “Due navi da guerra sono state avvistate nei pressi delle imbarcazioni nel Mediterraneo”, ha fatto sapere l’organizzazione, sottolineando come l’attacco della "marina israeliana” stia avvenendo “in acque internazionali”.

La notizia è stata rilanciata da diversi media israeliani, tra cui Times of Israel e Ynet, che hanno pubblicato immagini e video dell’intervento della Marina israeliana.

Secondo quanto riferito dalla stampa israeliana, alcuni attivisti sarebbero stati fermati e trasferiti a bordo di unità militari israeliane, descritte come vere e proprie “prigioni galleggianti”.

Global Sumd Flotilla tracker

Gli attivisti verso Ashdod

Come già accaduto in precedenti missioni della Flotilla, gli attivisti fermati dovrebbero essere condotti nel porto israeliano di Ashdod e successivamente espulsi o rimpatriati.

L’iniziativa della Global Sumud Flotilla puntava a contestare il blocco navale imposto da Israele sulla Striscia di Gaza e a portare aiuti umanitari verso il territorio palestinese. Secondo gli organizzatori, alla missione partecipavano circa 50 imbarcazioni.

La posizione di Israele

Poco prima dell’intervento militare, il ministero degli Esteri israeliano aveva lasciato intendere che la missione sarebbe stata fermata, definendola “una provocazione”.

In un messaggio pubblicato su X, il governo israeliano aveva accusato alcuni gruppi presenti nella Flotilla, tra cui IHH e Mavi Marmara raid, di essere coinvolti in un’iniziativa politica ostile.

Israele ha ribadito di non voler consentire violazioni del blocco navale imposto su Gaza, considerato da Tel Aviv una misura di sicurezza legata al conflitto in corso nella Striscia.

Un precedente che si ripete

L’abbordaggio delle navi della Global Sumud Flotilla riporta alla memoria le precedenti missioni internazionali dirette verso Gaza, spesso concluse con sequestri delle imbarcazioni, arresti degli attivisti e tensioni diplomatiche. Anche questa volta il tentativo di raggiungere la Striscia via mare si è scontrato con la linea dura del governo israeliano, che continua a violare il diritto internazionale.

Leggi anche