Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

L'iniziativa

Zavattini a Cuba, una lunga relazione

Milena Fiore
  • a
  • a
  • a

La prima edizione di Orizzonti Italia-Cuba, il festival cinematografico dedicato alle collaborazioni tra i due Paesi. Al centro la retrospettiva sull'artista, amico stretto del nucleo fondatore del nuovo cinema cubano

Si è svolta a La Avana, tra il 4 e il 12 giugno scorsi, la prima edizione di Orizzonti Italia-Cuba, un festival cinematografico e non solo, diretto da Simone Faucci e Luis Ernesto Doñas, dedicato alle collaborazioni culturali e artistiche tra Cuba e l’Italia.

Questa prima edizione è stata dedicata in particolare ai 120 anni dalla nascita di Cesare Zavattini. Come ha scritto Luciano Castillo, direttore della Cinemateca di Cuba - Icaic, Zavattini fu “amico stretto del nucleo fondatore del nuovo cinema cubano e uno dei primi ad acclamare e difendere la Rivoluzione vittoriosa sulla nostra Isola”, collaborando tra l’altro al film El Joven rebelde di Julio García Espinosa, tra le pietre miliari del Nuovo cinema latinoamericano. Quest’ultimo si ispirò largamente al neorealismo italiano, e decisivo fu il ruolo di Zavattini nel favorire questo scambio.

Zavattini è tuttora molto amato a Cuba, per il suo essere stato un artista poliforme, che ha usato molti linguaggi diversi, dalla scrittura al cinema, dalla poesia ai fumetti, dal teatro alla pittura: un intellettuale universale che non ha mai disgiunto la sua attività artistica dall’impegno per la trasformazione della realtà.

Gabriel García Márquez, fondatore della Escuela Internacional de Cine y Tv di San Antonio de Los Baños (Eictv) assieme a Fidel Castro, Alfredo Guevara e Fernando Birri, così lo definiva: “Un italiano fantasioso dal cuore di carciofo, che ha infuso nel cinema del suo tempo un soffio di umanità senza precedenti”.

Nell’ambito del festival la Cinemateca di Cuba ha promosso la rassegna di film “Cesare Zavattini: patriarca del neorealismo italiano”, che si è svolta al Cine 23 y 12, una delle sale cinematografiche più importanti de L’Avana, di cui è stata realizzata la digitalizzazione grazie al sostegno della solidarietà italiana.

Accanto all’Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos (Icaic), alla Direzione generale Cinema e audiovisivo del ministero italiano della cultura e all’Associazione “Teatri della resistenza”, promotori dell’iniziativa, al festival hanno partecipato anche l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico e il Premio Zavattini, che proprio in questi giorni ha pubblicato il bando per la sua VII edizione.

A margine del festival si sono svolte delle interessantissime visite a strutture culturali e archivistiche cubane dedicate all’audiovisivo, dall’Icaic alla Eictv  al Nuevo Archivo Fílmico para el Icaic. Quest’ultimo conserva più di 3500 titoli della filmografia cubana ed è impegnato – come ha sottolineato Dolores Calviño, vicedirettrice della Cinemateca di Cuba - in un lavoro infaticabile per salvare e restaurare tale prezioso patrimonio.

Di recente l’Archivio si è dotato di una nuova sede, meglio attrezzata per la conservazione e il restauro dei materiali. Come ha detto José Antonio Canga, direttore dell’Archivio, il nuovo scanner "ci ha permesso di digitalizzare materiali che presentavano un alto grado di deterioramento", tuttavia "non disponiamo ancora di un dispositivo in grado di riprodurre tutte le informazioni contenute in un fotogramma del film".

Tra mille difficoltà Cuba lotta per salvare e trasmettere il suo patrimonio filmico e culturale. Il criminale bloqueo ultradecennale, contro il quale tante volte si è espressa l’Onu, continua a produrre danni e problemi enormi al popolo cubano. Proprio nei giorni scorsi un segnale significativo è giunto però dal Messico, che ha deciso di rompere l’embargo inviando a Cuba generi alimentari e medicinali.

Già nel 1963 Zavattini faceva appello contro il bloqueo: "Vorrei che Cuba non solo avesse consolidata l’indipendenza che ha conquistata con le forze e i sacrifici del suo popolo, ma anche non dovesse seguitare a sopportare ingiuste carenze, forme di soprusi, impedimenti, quindi, a quel maggiore benessere cui ha altamente diritto; e che non si affievolisse nel mondo l’amore e l’attenzione per questo paese che in anni confusi per la nostra umanità ci ha ridato la facoltà di sentire ciò che è giusto e quello che non è giusto, di costituire per le nostre coscienze una misura certa di cui avevamo bisogno".

Milena Fiore - Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico