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Cannes 2022

Vite sospese e migranti sugli schermi del Festival

Gabriella Gallozzi
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Dalla Romania di Cristian Mungiu al Belgio dei Fratelli Dardenne, passando per la Napoli di Mario Martone che corre per la Palma d'oro

Il tema cruciale delle migrazioni e delle conseguenti tensioni sociali che ne derivano è tra quelli più presenti nei film di Cannes, festival impegnato da sempre a raccontare il mondo. Dalla Romania di Cristian Mungiu arriva la storia di ordinario razzismo di "R.M.N.", ambientata in un paesino della Transilvania, spopolato a sua volta dall’emigrazione. Nella fabbrica locale servono più operai, ma quando arrivano tre ragazzi dello Sri Lanka è la rivolta popolare, con tanto di minacce e incendi dello loro case.

Nel Belgio dei fratelli Dardenne seguiamo invece la storia di "Tori e Lokita", due ragazzini africani costretti a crescere in fretta all’interno di un racket di spacciatori locali. Una storia di solidarietà tra ultimi che indigna e commuove, soprattutto per le note di "Alla fiera dell’Est" cantata come ninna nanna dai due protagonisti.

Napoli multietnica è, ancora, quella che racconta Mario Martone nel suo "Nostalgia", dal romanzo di Ermanno Rea e unico film italiano in corsa per la Palma d’oro. Lo stesso protagonista è un migrante, solo che lui ha scelto l’Africa come rifugio e ora è tornato in città sul filo della memoria. Il film è già al cinema.