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Il libro

Una donna nel vortice del capitalismo aziendale

Foto: Marco Merlini
Emiliano Sbaraglia
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“Cora nella spirale” è il primo romanzo dello scrittore Vincent Message tradotto in Italia, una spietata analisi delle conseguenze dello sfruttamento del lavoro nel mondo di oggi

Non fatevi spaventare dalle oltre 400 pagine di questo romanzo, dal titolo Cora nella spirale (L’Orma editore, pp.423, euro 21): scorrono via una dopo l’altra, grazie a una prosa nitida, e a una storia di fronte la quale è difficile rimanere indifferenti.

La protagonista è Cora, giovane donna parigina, che dopo aver tentato di trasformare la sua passione per la fotografia in una professione trasferendosi a Berlino e viaggiando in Indonesia, decide di venire a patti con il mondo rinunciando alla fotografia e accettando un ruolo importante nel settore marketing di una tra le più importanti compagnie di assicurazioni francesi, e trovando in Pierre un compagno con cui condividere una casa e una figlia, la piccola Manon.

Rientrata dalla maternità Cora trova però una brutta sorpresa, conseguenza della crisi che nel 2008 avvolge l’economia e la finanza internazionale, rappresentata icasticamente dal fallimento della Lehman Brothers: all’interno della sua azienda arriva un’altra società, chiamata in causa per fare i conti dall’esterno e decidere dove, come e quanto tagliare tra gli oltre ottomila impiegati della società. Alla fine i posti che saltano saranno un migliaio, un terremoto le cui macerie non tardano a propagarsi.

Ma la vita può cambiare da un giorno all’altro, e nella maniera più inattesa. Così, tra i tagliatori di teste che gironzolano nell’ufficio arriva Delphine, bella, giovane e carismatica. Ne nasce una storia d’amore travolgente, che mai Cora avrebbe potuto immaginare potesse capitarle, nello stesso periodo in cui le insicurezze legate al posto di lavoro si intrecciano con le tensioni scaturite dalle pressioni che arrivano dai piani alti, e con i mille interrogativi che ognuno di noi porta con sé rispetto alle scelte fatte e quelle da fare mentre il tempo non attende, scorrendo inesorabilmente.

A completare il quadro c’è anche la sincera amicizia con Maouloun, giunto a Parigi dopo un avventuroso viaggio partito dal Mali, da dove fugge per non soccombere ed esser costretto a partecipare alla guerra intestina che stravolge il suo Paese. Maoulon è il primo a soccorrere Cora svenuta sotto la metropolitana, campanello d’allarme di una condizione fisica e psicologica sull’orlo del baratro, al limite della sopportazione di un’esistenza obbligatoriamente divisa tra la famiglia, in particolare una bambina a cui dedicare tutto l’amore che si può, e un lavoro che ti costringe a combattere e lottare, se non sei il tipo abituato ad abbassare la testa.

Il resto lo lasciamo ai lettori, perché ancora molto c’è da scoprire tra le righe di questo romanzo per molti aspetti sorprendente (epilogo compreso), con un narratore, Mathias, che sino alla fine ci conduce per mano nel groviglio di una storia ormai come tante, allo stesso tempo unica. E si deve ringraziare ancora una volta il brillante esercizio di ricerca compiuto da L’Orma editore, che in questa occasione ci permette di conoscere l’autore Vincent Message, docente di letteratura comparata presso l’Università Paris-VIII, alla sua terza prova letteraria, la prima tradotta in Italia grazie al puntuale lavoro a quattro mani di Nicolò Petruzzella e Riccardo Rinaldi, che riescono a rendere l’intensa varietà stilistica del testo.

Un’ultima annotazione riguarda i riferimenti culturali, fuggevoli ma presenti nello svolgimento della narrazione, che appartengono in gran parte alla grande tradizione francese, dal Charles Swann di Marcel Proust alla Emma Bovary di Gustave Flaubert, attraversando anche la pittura (Monet, Cezanne), la musica (Gluck), o recuperando tutta la forza evocativa del mito, partendo da quello di Orfeo ed Euridice.

Maneggiare tutto questo mantenendo al centro dell’attenzione il mondo del lavoro, le sue ripercussioni sulle nostre vite, e come l’ulteriore iniezione del più sfrenato capitalismo abbia ridotto la maggior parte di noi a fare i conti con nuove forme di sfruttamento professionale, è un’operazione di scrittura meritoria, e di non semplice realizzazione.