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Il documentario

Il film su Luciano Lama: l'uomo e le battaglie

Luciano Lama, il sindacalista partigiano
Foto: fotografia di Archivio storico Cgil nazionale
Emanuele Di Nicola
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In onda sabato 18 dicembre alle 16.30 su Rai 3 "Luciano Lama 1921-2021", l'opera dedicata allo storico leader della Cgil. La regista Valeria Parisi: "Vogliamo arrivare a tutti quelli che non lo conoscono. È stato un protagonista della nostra Storia. Il sindacato è essenziale anche oggi"

Va in onda sabato 18 dicembre alle 16:30 su Rai 3 “Luciano Lama 1921-2021”, il documentario dedicato al sindacalista e leader storico della Cgil, una coproduzione di Rai Documentari e 3D Produzioni, in collaborazione con Cgil, Futura Srl e Fondazione Di Vittorio. Lama è stato segretario generale della Cgil per sedici anni, dal 1970 al 1986. Spesso ritratto a fumare la pipa, avvolto da una nuvola di fumo, con uno sguardo sempre limpido e con l’atteggiamento tipico degli uomini della sua generazione, Luciano Lama si è imposto come uno dei leader tra i più prestigiosi del movimento sindacale italiano, contribuendo attivamente allo sviluppo politico, sociale e civile del nostro Paese.

“Non bisogna mai smettere di cercare le soluzioni attraverso le intese”. Questo il motto che da sempre ha contraddistinto il pensiero di Lama, rendendolo protagonista nell’Italia del dopoguerra. Il documentario è arricchito dalle testimonianze preziose degli uomini politici che hanno vissuto quegli anni e dalle immagini - girate oggi - dei luoghi dove si svolsero gli episodi più significativi e rappresentativi per la storia privata e politica di Lama.

Attraverso un repertorio video e fotografico, il documentario è costruito su tre livelli di narrazione e ripercorre la vita privata, attraverso le voci della sorella e del fratello, delle due figlie, dei nipoti e degli amici più stretti; l’impegno attivo nelle battaglie sindacali e politiche e gli avvenimenti storici che li hanno accompagnati. Ad arricchire questo racconto sulla figura poliedrica di Luciano Lama, gli interventi di chi ha lavorato al suo fianco e lo ha conosciuto: tra gli altri, Giorgio Benvenuto, Maurizio Landini, Valentina Fragassi, Romano Prodi, Antonio Calabrò, Giulio Sapelli e Aldo Tortorella.

A spiegare il senso del documentario è la regista Valeria Parisi, dialogando con Collettiva. "Il nostro lavoro segue tre linee narrative - esordisce -, ma poi Lama è diventato prevalente. D'altronde è un personaggio che ha segnato così tanto la storia di quegli anni, era inevitabile. Per ricostruirlo a dovere abbiamo parlato con la sua bellissima famiglia, il fratello vivo e la sorella che ha vent'anni di meno. Insieme a loro ci sono le figlie e il nipote. Lui ci regala uno splendido racconto: tiene sempre appesa una lettera che Salvador Allende scrisse al nonno, per esprimere solidarietà e vicinanza al movimento sindacale italiano. Quando amici e conoscenti vanno a casa sua gli chiedono chi fosse il nonno... Lui risponde che era un partigiano, un democratico e un sindacalista".

La parabola del doc viene narrata in modo cronologico. "A tratti è interrotta poi da voci contemporanee - prosegue la regista -. Vogliamo far capire come il ruolo del sindacato sia essenziale anche oggi, nel mondo in continua trasformazione. Non ci sono più le fabbriche di una volta, lo mostriamo nel film: oggi nascono nuovi lavori. Abbiamo ripreso un rider che pedala nelle strade della sua città. Ecco, dentro la storia di Lama abbiamo voluto lasciare anche un respiro contemporaneo".

Le interviste hanno tutte un linguaggio attuale. "La lingua è semplice e didascalica, vogliamo arrivare a tutti coloro che non conoscono Lama, soprattutto i giovani. C'è un intento divulgativo che è nelle corde della nostra casa di produzione". Valeria Parisi conclude quindi con una nota personale: "Girare il film è stata una grande esperienza: io ero molto giovane quando c'era Lama, è stato bello ricostruire tutta la storia con materiali d'archivio, testimonianze, voci del passato e presente, in modo molto approfondito".