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Bollywood

Quei film lontani dalla parità di genere

Maria Antonia Fama
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Figlia, moglie, madre. Sul grande schermo come nella vita quotidiana sono questi gli unici ruoli che la società assegna alle donne in India. Il regista Shyam Benegal: "Nel nostro paese si crede ancora che il posto di una donna sia dentro casa"

Quando si pensa al cinema indiano degli ultimi due decenni, la prima immagine che viene in mente è una sala piena di fontane e donne che ballano in abiti tipici super colorati. Una Hollywood in salsa piccante dove in realtà lustrini e paillettes nascondono, in questo caso come in quello americano, giochi di ruoli e stereotipi graniticamente scolpiti nei meccanismi dello star system. Bollywood non è, infatti, molto diversa dalla sua omologa fabbrica dei sogni made in Usa. In entrambi i continenti, il cinema imprigiona le donne in ruoli che, oltre a stare stretti, sono minori, secondari e dai contorni rigidamente definiti. Il cinema è, quasi sempre, specchio di un paese e delle sue contraddizioni. Può riprodurre la realtà, o può precorrerla, cercando di fornire uno sguardo alternativo, una visione che superi il presente.

In India il cinema è un elemento costitutivo della cultura nazionale e occupa un posto fondamentale nella vita quotidiana (gli spettatori giornalieri superano i 13 milioni di persone). È per questo che, come sottolinea il regista Shyam Benegal, dovrebbe provare a scardinare la visione tradizionale della donna, piuttosto che confermarla, come attualmente fa.  Secondo uno studio dell’agenzia Reuters, l’India è il quarto paese al mondo più pericoloso per una donna. Nella società patriarcale indiana il posto della donna è dentro casa e il cinema, come spiega il regista bollywoodiano, non fa altro che inserire nei film queste figure, in modo da renderle accettabili per il pubblico. 

Il sito Quartz India ha pubblicato una ricerca sulla disparità di genere nel cinema di Bollywood, che analizza 4mila film prodotti tra il 1970 e il 2017 e 880 trailer a partire dal 2008. Dallo studio emerge che nelle locandine il corpo della donna è usato prevalentemente come esca, a fini promozionali. Il nome dell’attrice è spesso accompagnato dalla dicitura “moglie di”. Per non parlare dell’esaltazione dell’aspetto fisico rispetto al talento artistico, nonché dell’universo lavorativo riprodotto nelle sceneggiature in maniera manichea: gli uomini tutti dottori o amministratori delegati, le donne tutte casalinghe o insegnanti.

Un altro studio condotto dall’University of Louisville descrive la donna tipica del cinema di Bollywood come obbediente, sottomessa, casta, pronta a sacrificarsi. E le donne che si ribellano alle pastoie di questi modelli? “Individualiste, sessualmente aggressive e dai costumi occidentali”, ça va sans dire.