La terra ha tremato nel Centro Italia. Un terremoto di magnitudo 6.0, con epicentro ad Accumoli (in provincia di Rieti), ha coinvolto l'intera area di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. La prima scossa è stata registrata alle 3.36 del mattino, nelle ore successive ne seguite altre sempre di entità elevata. Pesante il bilancio delle vittime: finora sono 63, secondo il bilancio provvisorio della Protezione civile, distribuite tra i piccoli centri di Accumoli (Rieti), Amatrice (Rieti) e Pescara del Tronto (Ascoli Piceno), ma il bilancio sembra destinato a salire. Centinaia i feriti, ancora imprecisato il numero dei dispersi. Danni ingenti, infine, si stanno riscontrando ad abitazioni e strade di tutta l'area coinvolta.

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Cgil, Cisl e Uil nazionali esprimono “cordoglio alle famiglie delle vittime e solidarietà e vicinanza alle popolazioni dei molti comuni del Lazio, dell'Umbria, delle Marche e dell'Abruzzo colpite dal sisma”. Il nostro pensiero e ringraziamento - aggiungono i sindacati - va anche “a tutti coloro che in queste ore si stanno prodigando per prestare soccorso alle comunità dei territori colpiti”. Le nostre strutture e i nostri militanti, concludono Cgil, Cisl e Uil, sono mobilitati e “pronti a collaborare con la Protezione civile e le strutture di coordinamento e soccorso per prestare assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto e affrontare il grave stato di emergenza”.

I segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal hanno inviato al ministro dell'Istruzione Stefania Giannini una richiesta di intervenire urgentemente per ridefinire i termini per le operazioni riguardanti il personale scolastico nelle zone colpite dal terremoto, aggiornando tutte le scadenze e assumendo ogni provvedimento necessario per garantire un regolare avvio delle attività. “In considerazione dei gravissimi disagi che si stanno verificando - si legge nella nota - nelle aree interessate dal sisma, si chiede l'immediata sospensione, per le aree in questione, di tutte le scadenze previste per le operazioni di utilizzo e assegnazione del personale, e che le stesse siano successivamente rideterminate in base all'evolversi della situazione, insieme a ogni altro provvedimento che si rendesse necessario per assicurare un regolare avvio dell'anno scolastico”.

“Tanta paura ma pochi danni in Umbria, fatta eccezione per alcuni crolli nella zona di Norcia, dopo il forte terremoto che nella notte ha colpito il centro Italia” scrivono in una nota Cgil, Cisl e Uil dell'Umbria: “Al contrario, purtroppo, è drammatica la situazione a pochissimi chilometri dal nostro confine”. Cgil, Cisl e Uil regionali esprimono “profondo cordoglio per le vittime, vicinanza e solidarietà alle popolazioni dei comuni più duramente colpiti dal sisma, soprattutto nel Lazio e nelle Marche”. Le strutture delle tre organizzazioni sindacali “sono a totale disposizione per offrire ai lavoratori e alle popolazioni dei territori confinanti colpiti l’aiuto e gli strumenti di sostegno che si riterranno necessari”.

“Commossa vicinanza alle comunità e alle famiglie colpite, tutela del lavoro, continuità nella solidarietà nelle prossime settimane'”. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil delle Marche (Roberto Ghiselli, Stefano Mastrovincenzo e Graziano Fioretti) si sono messi a disposizione delle istituzioni, “a partire dalla Regione Marche, per ogni eventuale esigenza in cui si potesse ravvisare una utilità del nostro impegno e del nostro apporto”. Stiamo verificando, continua la nota, anche “eventuali bisogni di tutela del lavoro nel caso ci fossero strutture produttive colpite nell'area interessata. Nelle prossime settimane, analogamente a quanto accaduto in altre drammatiche situazioni, come Cgil, Cisl e Uil ci attiveremo per iniziative di solidarietà e sostegno alle popolazioni dei territori colpiti, nella convinzione che, oltre alla massima efficienza nei soccorsi immediati, serva un'azione solidale continua nel tempo”.