"Il messaggio che lanciamo parte dai diritti, dalla nostra proposta di legge per una Carta dei Diritti universali del Lavoro". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, aprendo le Giornate del Lavoro della Cgil oggi (27 maggio) a Lecce. "È un messaggio – ha spiegato – che ha caratterizzato anche le altre edizioni precedenti e caratterizzerà quelle future. In questo paese si discute sempre troppo poco di lavoro, non si sa cosa sia, non lo si descrive, ci si stupisce quando si scopre che il lavoro é tra le cose più evolute e contemporaneamente tra le cose che sono soggette a grave sfruttamento. Obiettivo è che il lavoro diventi tema centrale del dibattito pubblico". Sul protocollo contro il caporalato, Camusso ha detto: "È stato importante farlo. Non é però sostitutivo della legge che va approvata subito. I tempi si stanno allungando e non va bene. Quando abbiamo incontrato il ministro Martina abbiamo chiesto che il presidente del Senato dia la sede legislativa alla commissione, questo permetterebbe di andare direttamente all'approvazione delle norme".

 

La campagna della Cgil sul caporalato "non è cominciata sulla cronaca della scorsa estate", ha ricordato il segretario. "É cominciata molto prima: da allora sosteniamo l'esigenza della definizione del reato di intermediazione illegale anche per le aziende che fanno ricorso ai caporali e non solo per questi ultimi, così come l'esigenza di intensificare i controlli e le attività di ispezione. Vale in generale sul tema del lavoro nero, non solo sul caporalato. L'attenzione al tema del lavoro non é sufficiente, così il paese non si rilancia per competere nel contesto mondiale". Camusso ha quindi ricordato Luciano Lama. "Nel ventennale della sua scomparsa - lo ricorderemo anche al senato nel giorno esatto della ricorrenza - abbiamo voluto dedicare in questa giornata del lavoro un dibattito su di lui perché Lama é stato il segretario della Cgil che sapeva parlare al paese, alle persone, aveva un'idea straordinaria del lavoro e della sua forza di trasformazione. Questo c'è bisogno di ricordarlo".

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"Se vogliamo dare un orizzonte ai giovani – ha detto il segretario generale della Cgil – c'è bisogno di partire dal lavoro, dalla giustizia sociale, di redistribuire le risorse prendendo le risorse dai grandi patrimoni. Di Mezzogiorno si parla molto in questa stagione, ma si prosegue con ciò che c'era, non c'è un'idea su come ripartire. Chiudere la forbice tra Nord e Sud deve essere una priorità per tutti. Perciò abbiamo pensato alla nostra Carta. La sfida per i diritti è la nostra proposta, vogliamo proporre un dibattito pubblico con esponenti del governo, di Cisl e Uil, anche per raccogliere le firme sulla Carta e sui tre referendum che la sostengono. Siamo contenti di farlo qui a Lecce, perché qui partì qualche tempo fa la rivolta di Nardò, un fatto straordinario a cui seguì il rilancio della nostra lotta contro il caporalato per difendere coloro che sono sfruttati nelle campagne”, motivo per cui la Flai, il sindacato degli agricoli, è presente qui con una tenda rossa. Quanto ai voucher, “i cerotti non servono, serve il coraggio di cambiare le regole, altrimenti si fa finta di affrontare il problema. Di questo parleremo da oggi a domenica, anche con spettacoli e eventi culturali. Un ringraziamento particolare – ha concluso – va ai compagni e alle compagne della Camera del lavoro di Lecce.

“Siamo felici di ospitare nella nostra città queste Giornate del Lavoro, un’occasione di confronto su diritti e dignità, in una città come la nostra, che è parte del Mezzogiorno, e ha subito la pesante crisi economica di questi anni”. Con queste parole il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, ha accolto Susanna Camusso e la Cgil nell’apertura ufficiale delle Giornate del Lavoro 2016, nella sala consiliare della Provincia di Lecce a palazzo Celestini. “Ho avuto modo di confrontarmi con la Cgil prima da imprenditore e poi da sindaco - ha aggiunto Perrone - e devo riconoscere che in una fasa difficilissima come quella attuale ho trovato sempre una dialettica costruttiva e devo darne merito alle donne e agli uomini che rappresentano i lavoratori all’interno del sindacato”.

“La vostra presenza qui è un'occasione importante per il nostro Mezzogiorno. Stiamo attraversando una soluzione delicata senza sapere quando finirà. La ripresa lenta di cui si parla non è percepita dalla gente, nonostante il Jobs act e le altre riforme”. A dirlo è l'arcivescovo di Lecce Domenico Umberto D'Ambrogio nel dare il benvenuto alla Cgil per l'apertura delle Giornate del Lavoro. “Penso – aggiunge – ai 100mila giovani che hanno lasciato il nostro territorio in questi anni; ai tanti disoccupati; ai pensionati che non arrivano a fine mese. Come Chiesa lo constatiamo ogni giorno nell'aiutare chi è in condizione di povertà con un gesto che non è elemosina, ma è un aiuto offerto a chi ne ha bisogno. Lo abbiamo fatto con l'iniziativa del microcredito per i giovani, lo stiamo facendo in questo periodo nell'accogliere i migranti. Una grande forza sindacale come la vostra – conclude – guarda anche ai tanti che non sono tutelati cercando riferimenti al bene comune, mettendo l'uomo al centro, non il mercato e le sue leggi. Il lavoro, lo ricorda il Papa, non sia mai una merce di scambio”.

“Venire a Lecce, nel Mezzogiorno d’Italia, rappresenta un passo in più rispetto alle precedenti edizioni delle Giornate del Lavoro a Rimini e Firenze. Perché il Mezzogiorno ha subito la crisi economica in maniera più pesante con criticità più forti e a volte drammatiche”. Così nel suo intervento all’inaugurazione delle Giornate del Lavoro 2016, nella sala consiliare della Provincia di Lecce, il presidente della Provincia, Antonio Maria Gabellone. “Abbiamo vissuto momenti drammatici - ha ricordato Gabellone - come per le vicende dei lavoratori ex Bat, o per quelli di Omfesa , così come per tutto il settore calzaturiero. Vertenze rispetto alle quali ci siamo spesso sentiti non sufficientemente assistiti. Per questo parlare qui di dignità e diritti dei lavoratori è particolarmente importante”.

(a cura di Maurizio Minnucci e Fabrizio Ricci)