“Purtroppo non è una novità. Già c'erano stati altri arresti nell'indagine partita da Firenze. Non ci aspettiamo certo i nuovi arresti da un giorno all'altro, ma di sicuro lo avevamo previsto e denunciato”. A dirlo è Marco Benati, segretario generale della Fillea di Firenze, parlando ai microfoni di RadioArticolo1 del recente scandalo che ha coinvolto il capoluogo toscano per i lavori della sotto-attraversamento Tav.
“L'abbiamo previsto - spiega - perché la gestione degli appalti così com'è non va bene, se chi controlla viene nominato da un general contractor che deve essere controllato. È un corto circuito che purtroppo non è l'eccezione, è la regola”. Se il cantiere fosse a regime, “oggi avremmo circa 250 lavoratori in più”, conclude il sindacalista ricordando la giornata nazionale di raccolta firme per una legge popolare che cambi le leggi sugli appalti.
Appalti: Benati (Fillea Firenze), corto circuito che va fermato
19 marzo 2015 • 00:00





















