Licenziate dopo aver scioperato per denunciare ritardi nei pagamenti e differenze retributive accumulate per mesi. È quanto accaduto alle lavoratrici di Aurora Ambiente, impiegate nell’appalto delle pulizie di un hotel di Genova. Dopo lo sciopero del 17 e 18 ottobre 2025, proclamato dalla Filcams Cgil, le dipendenti hanno ricevuto lettere di contestazione e provvedimenti di sospensione, seguiti dal licenziamento il 31 ottobre. Per alcune di loro, con alle spalle oltre venticinque anni nello stesso luogo di lavoro, è iniziato un periodo di forte incertezza economica e personale. Otto mesi senza stipendio, con famiglie e figli da mantenere, nonostante i risultati favorevoli ottenuti nelle successive vicende giudiziarie.
La vertenza ha portato anche al riconoscimento della continuità lavorativa, nonostante il tentativo del consorzio che gestisce l’appalto di suddividere le attività tra nuove aziende durante l’assenza delle lavoratrici. Una vicenda che mette al centro il diritto di sciopero, la tutela dell’occupazione negli appalti e il ruolo dell’azione sindacale nel contrastare i provvedimenti ritenuti ritorsivi.






















