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Il Sud è nel caos. Si stringe la morsa delle proteste degli autotrasportatori. In Campania e in Puglia il quadro si complica, come hanno denunciato ieri i sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, che hanno parlato di “città a rischio paralisi”. Le foto degli scaffali vuoti nei supermercati ci restituiscono la punta di un iceberg del disagio che monta tra distributori con il carburante agli sgoccioli e farmacie e ospedali in grave difficoltà con le forniture. Oggi, 22 ottobre, si attende il Consiglio dei Ministri che ha preso il via intorno alle 12:35, ma è chiaro, come ci spiega il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, che “un decreto varato questa sera, soprattutto in una regione complessa come la Campania, non può dare gli effetti immediati che servirebbero. Non si riempiranno in un’ora gli scaffali di alcune zone montuose dell’Irpinia o dell’entroterra del Casertano, come non sarà facile consegnare rapidamente le merci nei grandi agglomerati urbani di Napoli e Salerno”.
“Un quadro drammatico, insomma – racconta il segretario –: scaffali della grande distribuzione organizzata vuoti, farmaci che non arrivano, generi di prima necessità, compresa l’acqua minerale, sempre più rari. E, oltre a questo, la produzione alimentare si sta fermando, come dimostra la dichiarazione di questa mattina di Antonio Ferraioli, presidente e amministratore delegato di La Doria, gruppo alimentare specializzato in conserve, che ha deciso di bloccare sette stabilimenti al Sud e mettere i lavoratori in ferie. Se non ci saranno segnali concreti, saranno in tanti a seguirne l’esempio e a decidere per lo stop delle attività produttive: a Caivano metà delle fabbriche sono chiuse già da oggi”.
“Oltre a questo – prosegue Ricci – c’è un problema serio che riguarda la sanità: le autoambulanze hanno scorte di benzina per due giorni. Negli ospedali l’ossigeno e altri elementi fondamentali per alcune terapie, forniture che sono soggette a un ricambio quotidiano, scarseggiano, e il pubblico impiego non riesce ad arrivare in città e chiede lo smart working visto che ai distributori ci sono file lunghissime e oggi le scorte di carburante potrebbero finire”.
Napoli in “codice rosso”
Codice rosso a Napoli, insomma. Dove uno degli allarmi più seri è rivolto al sistema idrico: “c’è un tema – ci spiega Ricci – che riguarda l’acqua potabile. Deve essere trattata con il cloro e il cloro deve arrivare ogni due o tre giorni”. Altra emergenza è quella dell’agricoltura: “i prodotti fermi nelle serre o non raccolti nelle campagne stanno marcendo”, avverte il segretario.
Oggi Cgil Cisl e Uil sono state convocate dal prefetto alle 16:30. Al centro della riunione anche il fatto che, ci spiega il dirigente sindacale, “la Campania, per alcuni fenomeni legati ai blocchi di questi giorni, è stata oggetto di infiltrazioni della criminalità: il prefetto e le autorità stanno cercando di capire chi ci sta ‘marciando sopra’ a una protesta che parte da richieste giuste. Intanto il blocco dei distributori sta dando vita a una speculazione che, su benzina e gasolio, ha portato i prezzi fuori controllo”.
Gli occhi sono comunque puntati su Roma e sul consiglio dei ministri per capire quali provvedimenti saranno adottati, “ma bisogna fare presto. Questo governo ha diviso l’Italia in due. Da Frosinone in su funziona tutto. Noi sindacati cerchiamo di intervenire in difesa dei lavoratori: non possiamo accettare che si fermino tutti i siti produttivi, pure quelli a ciclo continuo. E chiederemo al prefetto che si metta in campo un’operazione che riavvii tutte le attività fondamentali. Penso a chi compie assistenza sanitaria a domicilio, agli anziani, ai soggetti fragili, e non ha più benzina nello scooter o nella macchina per raggiungere la casa del paziente che lo aspetta. Penso gli studenti in difficoltà. Alle famiglie davanti agli scaffali vuoti, a queste scene di dismissione apocalittica. E mi sembra scandaloso che Salvini abbia annunciato un incontro con gli autotrasportatori soltanto per il 27 ottobre”. Da qui a cinque giorni, se la situazione non dovesse migliorare, sarebbe davvero troppo tardi.


























