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"Cura Italia" al Senato, sindacati esclusi dai tavoli

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Per le organizzazioni dei lavoratori è una scelta inaccettabile: "Chiediamo ai parlamentari regionali di attivarsi per cambiare una norma che toglie ai lavoratori il diritto a essere rappresentati"

"Le organizzazioni sindacali sono un soggetto a cui viene chiesto di fare la propria parte per la ripartenza. Quindi viene spontaneo chiedersi: perché dobbiamo essere esclusi dai tavoli dove si deciderà il come ripartire? Questo infatti c’è scritto nel disegno di legge di conversione del “Cura Italia” approvato al Senato, che stravolge la norma per la concessione degli ammortizzatori sociali legati all'emergenza COVID 19", così in una nota la Cgil Emilia Romagna.

Secondo il sindacato "viene cancellato, di fatto, il confronto sindacale, sottraendo tutela ai lavoratori coinvolti, legittimando lo svuotamento della funzione sindacale e procedendo unilateralmente nelle richieste delle prestazioni di integrazione salariale. Innanzitutto, condanniamo in un momento così drammatico per il Paese, questa volontà di cambiare i rapporti di forza minando il ruolo che la stessa Costituzione assegna alle organizzazioni sindacali"

Al contempo, prosegue la nota, "ci rivolgiamo ai parlamentari eletti in Emilia-Romagna affinché si facciano protagonisti e richiedano, nella discussione che avverrà alla Camera dei Deputati, il ripristino della funzione essenziale delle organizzazioni sindacali nelle procedure per attivare gli ammortizzatori sociali. Perché, a scanso di equivoci, deve essere chiaro a tutti che la cassa integrazione non servirà solo per il “lockdown”. Sarà uno strumento fondamentale per la fase 2, quando la ripresa produttiva dovrà camminare di pari passo con il distanziamento tra le persone e un’importante rivisitazione dei modelli produttivi e organizzativi".

Per la Cgil Emilia Romagna "oggi più che mai, le organizzazioni sindacali sono in prima linea nella tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso il confronto negoziale con aziende, istituzioni e soggetti preposti. Proprio per questo motivo è inaccettabile che si possa per legge escluderle dalla discussione con il pretesto dello snellimento di procedure burocratiche. I lavoratori devono essere rappresentati sempre, è un loro diritto. A maggior ragione quando si discute del loro reddito e della loro salute".

"Al Senato invece si è sancito che le imprese possono agire unilateralmente. - conclude la nota - 'Non eravamo tutti sulla stessa barca', come si è detto in più occasioni? È ancora così? Se non potremo rappresentare le lavoratrici e i lavoratori nelle procedure di attivazione e utilizzo degli ammortizzatori sociali, a quel punto ci resta una sola opzione: rappresentarli attraverso il conflitto laddove si dovessero verificare scelte unilaterali. La Cgil non intende per nessun ragione lasciare soli i lavoratori. Nel caso, continueremo a farlo contrastando scelte sbagliate".