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Gender pay gap, una battaglia europea

Gender pay gap, una battaglia europea
Foto: etuc-ces
Fabrizio Ricci
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Flashmob della Ces davanti alla sede della Commissione Ue: il sindacato chiede di eliminare le clausole di segretezza sulle retribuzioni per "smascherare la sottovalutazione del lavoro femminile". La differenza salariale con gli uomini nell'Ue è del 16%

Il percorso verso la parità salariale tra uomini e donne è accidentato come quello di un acrobata su una fune sospesa in aria.

È l'immagine utilizzata dalla Ces, il sindacato europeo, in un flash-mob davanti alla Commissione Ue, con il quale il sindacato europeo ha voluto focalizzare l'attenzione sui provvedimenti che la stessa Commissione dovrà varare il prossimo mese in materia di “gender gap”, ovvero di disparità tra donne e uomini. In particolare, il sindacato europeo spinge per una direttiva sulla trasparenza delle retribuzioni, “una soluzione realistica – sostiene la Ces – per superare quei comportamenti e quelle discriminazioni, talvolta inconsapevoli, che hanno portato ad una differenza salariale del 16% tra donne e uomini in Europa".

La Ces chiede nel dettaglio: il divieto delle clausole di segretezza nei contratti; verifiche annuali obbligatorie sulle paghe accompagnate da multe in caso di non ottemperanza; il diritto per i lavoratori di richiedere dati sulle paghe dei colleghi, inclusi dati sulle differenze di genere; sostegno alla contrattazione collettiva come strada maestra per eliminare le disparità salariali; regole che impediscano ai datori di lavoro di “nascondersi” dietro alla privacy, alla protezione dei dati o a questioni amministrative.

“La parità salariale tra donne e uomini è ancora sospesa su un filo in Europa a 60 anni da quando questo principio è stato inserito nei trattati europei – ha detto la segretaria aggiunta della Ces Esther Lynch – La commissione deve quindi sfruttare il pacchetto di norme sull'uguaglianza di genere che è in arrivo per cancellare la segretezza sulle paghe sia nel pubblico che nel privato e smascherare così la sottovalutazione del lavoro femminile che è insista in questa persistente disuguaglianza”.